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Claudio Baglioni: l'opera concerto "In questa storia che è la mia" al cinema e da gennaio torna live

Spettacolo
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ROMA - Questa sera, 21 ottobre, al Teatro dell’Opera sarà proiettato il concerto totale "In questa storia che è la mia", mentre domani, 22 ottobre, Claudio Baglioni sarà protagonista dell’Incontro Ravvicinato con il Direttore Artistico Antonio Monda Auditorium Parco della Musica per la Festa del Cinema di Roma.

Dal 2 al 4 novembre la straordinaria opera-concerto totale arriva nelle sale cinematografiche mentre dal 24 gennaio Baglioni torna dal vivo con il suo concerto più appassionante, Dodici note solo, al via il 24 gennaio 2022 dal Teatro dell’Opera (da oggi iniziano le prevendite).

Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. È "In questa storia che è la mia", l’opera-concerto totale registrata presso il Teatro dell’Opera di Roma, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di Claudio Baglioni (certificato platino e con oltre 14 milioni di streaming - audio e video), che questa sera, giovedì 21 ottobre, alle ore 21.00, rivivrà proprio nel prestigioso Teatro dell’Opera di Roma, dove verrà proiettata nell’ambito della Festa del Cinema di Roma.

Domani, venerdì 22 ottobre, alle ore 16.30, invece, presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, Claudio Baglioni sarà protagonista dell’Incontro Ravvicinato con Antonio Monda (Direttore Artistico Festa del Cinema di Roma), uno dei momenti più apprezzati dal pubblico della Festa del Cinema.

"In questa storia che è la mia" arriverà anche nelle sale cinematografiche per tre giorni, 2-3-4 novembre, distribuito da Medusa Film, a breve potremo conoscere le sale della Tuscia che lo proietteranno.

L’opera-concerto totale "In questa storia che è la mia" è una esclusiva ITsART.

L'attesa pià grande, però, per tutti i fan è l'unico tour atteso da più di un anno, fermato nel 2020 e finalmente annunciato con ben 50 date nei teatri lirici e di tradizione più prestigiosi del Bel Paese. Si inizia il 24 gennaio 2022 da uno dei palcoscenici più importanti d’Europa, il Teatro dell'Opera di Roma.

“La musica, il più potente social network dell’umanità,
aiuta a ritrovarsi e unirsi, e a rendere il futuro
una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata”.

Claudio Baglioni

"Dodici note solo" vedrà Baglioni (Ph. Alessandro Dobici), la voce, il pianoforte e altri strumenti, con le composizioni più preziose del suo repertorio, protagoniste di un affascinante racconto in musica, suoni e parole, e segnerà il grande ritorno della musica dal vivo: la prima vera tournée nei teatri, da quando la capienza è tornata al 100%. Un punto di inizio, un importante segnale di ripartenza, per tornare ad ascoltare, vivere e respirare l’emozione di un concerto.

"Rianimare le nostre vite con la musica, dopo il lungo, difficile e doloroso silenzio imposto dalla pandemia – ha dichiarato Baglioni - significa ritrovare noi stessi, il senso del nostro cammino e dello stare insieme".

"Le dodici note – ha aggiunto – l’alfabeto del più universale, profondo e poetico dei linguaggi, costituiscono la chiave per comprendere noi stessi, gli altri e rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata.

Aveva ragione – ha concluso Baglioni - quel filosofo che sosteneva che la vita, senza musica, sarebbe un errore. La ripartenza del nostro Paese, allora, significa anche rimediare a questo 'errore', ritrovarsi e ritrovarci, grazie all’energia del più potente social network della storia dell’umanità: la musica".

Queste le date di "Dodici note solo", prodotte e organizzate da Friends & Partners, più vicine alla Tuscia: il 24 gennaio 2022 a Roma, Teatro dell'Opera, 15 marzo a Perugia, Teatro Morlacchi, 24 marzo a Grosseto, Teatro Moderno.

A partire da oggi, 21 ottobre, alle 16.00, i biglietti saranno disponibili secondo le modalità e tempistiche elencate sul sito www.friendsandpartners.it 
Per tutte le info sulle date spettacolo e circuiti di vendita: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel 02.4805731.

Baglioni e l’arte della musica nei luoghi d’arte

L’incontro tra Baglioni e i grandi teatri e luoghi d’arte italiani è tutt’altro che occasionale ed ha radici antiche. Già alla fine degli anni Novanta, infatti, l’artista avverte l’esigenza di aggiungere bellezza a bellezza, portando l’arte della canzone d’autore negli spazi, le architetture e i paesaggi più belli e ricchi di storia, fascino e suggestione del nostro Paese.

“Assolo” (1986) un concerto straordinario che nessun artista – né italiano né internazionale – aveva mai realizzato prima né ha mai realizzato dopo: tre ore di musica, completamente dal vivo, nelle quali Claudio Baglioni – grazie all’utilizzo di tecnologie innovative (un’interfaccia digitale che, per la prima volta, permetteva di collegare computer e strumenti musicali) – attraverso un pianoforte digitale e una “chitarra-midi”, suonava – contemporaneamente – tastiere, campionatori, batterie e percussioni elettroniche, bassi elettrici, chitarre e sequencer, creando sonorità e atmosfere inedite e affascinanti. Un one-man-show che ha cambiato il concetto stesso di concerto dal vivo, immortalato in un triplo album live e un libro di spartiti (“Assolo non solo”, edito da Rusconi) nel quale computer e software di scrittura musicale trascrivevano, fedelmente, tutte le parti suonate dal vivo di Baglioni.

Il 13 agosto 2000, dall’Anfiteatro romano di Pompei, debutta “Acustico: sogno di una notte di note”, un tour di più di venti date, che toccherà, tra gli altri, il Teatro Greco di Taormina, la Valle dei Templi di Agrigento, il Tempio di Hera a Selinunte, il Teatro dei Templi di Paestum, il Teatro Romano di Verona e di Benevento, gli scavi di Ostia antica.

Nella primavera 2001, è la volta di quello che resterà il tour più lungo e intenso dell’intera carriera artistica di Baglioni: “InCanto tra pianoforte e voce”, nel quale il musicista – accompagnato, per la prima volta, soltanto da un gran coda – si esibirà sui palcoscenici dei più importanti teatri lirici e di tradizione del nostro Paese, a simboleggiare l’incontro tra la musica popolare del presente e la musica popolare del passato, come la grande Opera italiana. Tra i sessanta teatri lirici e di tradizione nei quali quell’InCanto andrà in scena, il Bellini di Catania, il Carlo Felice di Genova, il Regio di Parma e di Torino, il Massimo di Palermo, il Teatro dell'Opera di Roma e il San Carlo di Napoli, che, per la prima volta, verrà concesso per un concerto di musica leggera.
La passione di Baglioni per i grandi teatri italiani vivrà, poi, una tappa particolarmente emozionante, la sera della vigilia dell’Epifania 2002. Dalle rovine del Teatro Petruzzelli di Bari, infatti - in diretta tv per la prima serata di Raiuno - Baglioni interpreterà "Per Incanto e per amore”, un inedito messaggio di speranza per la ricostruzione di uno dei più importanti teatri italiani, quasi completamente distrutto da un incendio doloso, dieci anni prima e, all’epoca, non ancora ricostruito. Lo stesso teatro nel quale, trent’anni prima, Baglioni aveva interpretato uno dei suoi primi successi, “Notte di Natale”, brano che avrebbe segnato l’inizio del suo bellissimo e fortunatissimo cammino musicale.

“Dieci Dita”, dieci serate, per altrettanti straordinari “incontri ravvicinati”, con la storia personale e artistica di una delle voci più intense e amate della storia della musica popolare italiana. Un racconto inedito, in prima persona, ricco di riflessioni e aneddoti, in un’alternanza di momenti leggeri e poetici, seri e ironici, sul palco di uno dei più importanti spazi progettati e realizzati per la musica, della Capitale: l’Auditorium Parco della Musica, dove – per tre anni di seguito (2011-2013) – durante le festività natalizie, Claudio Baglioni si è esibito dal vivo, da solo, per dieci serate consecutive, accompagnato esclusivamente da pianoforte e chitarra, facendo registrare una impressionante e ineguagliata serie di trionfali sold-out.

Da allora a oggi, la musica di Baglioni non ha mai smesso di far risuonare di sé i più importanti e prestigiosi teatri, anfiteatri, luoghi e spazi d’arte del nostro Paese, com’è accaduto all’Arena di Verona, nel settembre 2018, con il tour “Al Centro”, quando - per la prima volta nella sua storia – uno dei più grandi e meglio conservati anfiteatri romani ha ospitato uno spettacolo musicale con il palco nel cuore della sua ellissi centrale, e il pubblico a occupare tutti i posti dell’intera cavea. Non solo musica, ma un vero spettacolo a 360°, sia in senso fisico che artistico, – trasmesso in diretta tv da Raiuno - nel quale scenografie, coreografie e movimenti scenici innovativi incarnavano l’incontro e la fusione di musica, danza, mimica e teatro.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, la realizzazione e registrazione, presso il di Teatro dell’Opera di Roma, di “In questa storia che è la mia”, l’opera-concerto tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di Baglioni, che domani, 21 ottobre, alle ore 21.00, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, rivivrà proprio nella meraviglia dello stesso Teatro dell’Opera di Roma. Spettacolo eccezionale non solo nell’ideazione ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio - retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi - del Teatro nel quale va in scena. Per “In questa storia che è la mia” artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della struttura, illuminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

Tutto questo, in attesa dell’estate 2022, per rilanciare - dalle Terme di Caracalla di Roma, dal Teatro Greco di Siracusa e dall’Arena di Verona - la stagione dei grandi concerti, con “Dodici note: concerto per voce, solisti, orchestra e coro”, un concerto di pop-rock sinfonico, che spazierà dalle sonorità della grande orchestra classica con coro lirico a quelle di una poderosa big band con voci moderne. Un insieme - a volte sperimentale, a volte tradizionale – nel quale si fonderanno i molteplici linguaggi musicali alla cui base ci sono, appunto, 12 note: i 12 mattoncini con i quali riedificare, in luoghi simbolo di bellezza e arte millenaria e universale, una casa virtuale di musica e parole.