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Il mondo della notte urla la sua disperazione e l'11 maggio scende in piazza il Silb

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VITERBO - Il mondo della notte è stato tra i primi a chiudere, e non è chiaro cosa sarà del domani. E' vero, si parla di divertimento, che comunque coinviolge ogni settimana milioni di ragazzi, ma soprattutto si parla di aziende, lavoratori, investimenti importanti che rischiano di scomparire nel nulla. Per questo il Silb parte all'attacco e organizza una manifestazione di piazza a Roma.

Raccogliamo e pubblichiamo il grido disperato di Luca Talucci indirizzato a Palazzo Chigi: "Caro governo, nella tua task, forse pagata profumatamente, non c'è neanche un imprenditore che capisce la situazione attuale, ma quello che mi fa più indignare è l'assenza totale per gli imprenditori e per i lavoratori del settore della Night life.

Ci giudicate sempre, i locali abusivi fatturano quanto noi, copiandoci in barba alle norme sulla sicurezza, e magari apriranno sicuramente prima di noi.

Ora parliamo di numeri, i nostri numeri: 90.000 persone che, come ben sapete, lavorano in regola, 2.500 aziende adibite al ballo. qual'esso sia; 7.5 miliardi di fatturato, considerando il turismo disco da regione a regione; 19 milioni di persone che frequentano i locali in Italia; 400 mila.persone in totale che ci lavorano.

Infine un dato assolutamente importante di cui ringrazio umilmente i protagonisti: 4 milioni e 300 mila che almeno una volta a settima varca la soglia del divertimento.

Dietro questi numeri dovete solamente vergognarmi di non aver pensato al settore. Stiamo rischiando che oltre il 50 % dovrà chiudere definitivamente. Non vogliamo passare avanti a tutti, vogliamo solamente essere considerati, in fretta, perché quando dobbiamo pagare siamo tutti uguali. Vergogna - conclude Talucci, Silb provinciale Viterbo - state giocando sulla pelle nostra".

E il sindacato non sta con le mani in mano e organizza una manifestazione nazionale: "Scendiamo in piazza - annuncia oggi il presidente nazionale Silb Maurizio Pasca -. Lo facciamo dopo due mesi di fermo delle nostre attività, senza un aiuto dallo Stato, con un decreto liquidità che per ora non ha consentito ai nostri imprenditori e a migliaia di lavoratori dell’indotto intrattenimento e spettacolo di sopravvivere. Stipendi da pagare, affitti da pagare, fatturato a zero e oneri per il futuro con la prospettiva di aprire al 30%. Scendere in piazza per difendere la nostra vita, la nostra passione, le aziende che abbiamo fondato, è un diritto legittimo. E lo faremo l’11 maggio a Roma".