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A Viterbo la "peregrinatio" con la reliquia del beato Rosario Livatino

Manifest. Religiose
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VITERBO - La camicia intrisa di sangue del Beato arriverà nel primo pomeriggio di giovedì 14 novembre accolta in Questura a Viterbo. Scortata dalla Polizia di Stato giungerà a piazza del Plenbiscito dove, in Prefettura alla presenza delle autorità civili e militari e dei sindaci del territorio, sarà accolta dal Prefetto di Viterbo Gennaro Capo insieme al Vescovo di Viterbo Mons. Orazio Francesco Piazza.

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La sera, alle ore 21, si svolgerà la Fiaccolata della legalità, un momento in cui è invitata tutta la cittadinanza a partecipare. Una marcia silenziosa da piazza del Plebiscito alla Cattedrale con la presenza dell’alfiere della Repubblica Ferrante e del Magistrato Scipio. Al termine in Cattedrale sarà possibile venerare in modo personale la sacra reliquia.

La giornata di venerdì 15 novembre sarà invece dedicata agli incontri con il mondo universitario e degli studenti, presso l’aula magna dell’Università alle ore 9.30, della Giustizia presso il Tribunale di Viterbo alle ore 12.00, nel pomeriggio il Convegno presso il Palazzo dei Papi alle ore 16 dove oltre al Vescovo Piazza prenderà parte il Capo di Gabinetto  del Ministro della Giustizia dottor Piccirillo. La sera alle 21 in Cattedrale una Veglia di Preghiera animata dalla Pastorale familiare e giovanile aperta a tutti. Sabato 16 novembre, dopo la celebrazione alle ore 9.00 presso il seminario di Viterbo, si concluderà la peregrinatio.

Il Beato Rosario Angelo Livatino venne ucciso il 21 settembre 1990 sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento in corrispondenza del viadotto Gasena (in territorio di Agrigento) mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa nostra. Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall'auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo a una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola.

Papa Giovanni Paolo II definì Livatino "martire della giustizia e indirettamente della fede".

E’ grazie a questa definizione che Viterbo lo accoglierà e dedicherà due giorni di incontri di riflessione e preghiera e conferenze proprio per sensibilizzare la nostra comunità.

Dirette streaming dei momenti piu importanti sui canali social della Diocesi di Viterbo.