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Le meccaniche celesti di Federico Paris nella casa immaginata dehor

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VITERBO - Il Boutique Hotel dei Papi (via del Ginnasio, 8) conferma la sua vocazione alla promozione e alla produzione di eventi originali con La casa immaginata dehor. Dopo la pausa necessaria del 2020, Rosanna Stoppani nella sua duplice veste di proprietaria del B&B e di curatrice, propone un’edizione all’esterno de La casa immaginata, nel rispetto delle norme di sicurezza.

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Protagonista della manifestazione è Federico Paris, che per l’occasione ha concepito Le meccaniche celesti, opera site specific di cui Paris è al tempo stesso regista, creatore e performer. La natura dell’evento offre l’opportunità di cogliere l’essenza poliedrica dell’artista.

"Quindici teste in ceramica, raffiguranti Dante, emergono dal manto verde che ricopre la facciata dell’antico edificio. Presenze enigmatiche s’aprono un varco nella selva oscura - spiega Rosanna Stoppani - che ha ispirato l’artista. Queste figure ci rivolgono un sorriso arcaico d’ascendenza etrusca, o forse non si curano di noi, e anche il loro sguardo sembra mutare nel corso delle ore. Alla luce del giorno appaiono bianche ed eteree, mentre la notte, accese da una luminescenza interna, si mostrano inquietanti e suggestive. La sensazione di mistero s’amplifica perché incrocia l’aurea di un altro grande della cultura italiana, cui si giunge, inaspettatamente, per il tramite di un paio d’occhiali che caratterizzano solamente alcune sculture. Un andamento ritmico che rimanda ai versi dell’Alighieri e alla musica di un ospite, da svelare, che ci osserva tra le spire rampicanti della vite americana.

Paris ha disinnescato le logiche binarie, impugnando il pensiero associativo per tracciare scorciatoie immaginifiche in grado di tenere assieme la cultura alta e quella pop. Le analogie fisiche tra il profilo di un cantante e quello di un poeta, alludono, per condensazione onirica, alla profonda, tenebrosa e chiarissima unità che lega, in un sistema di corrispondenze, l’arte tutta.

Ti accorgi allora che talvolta la mente sceglie di volare basso per sfuggire ai radar degli sterili tecnicismi accademici. La colpa del pensiero associativo, diventa così causa di libertà".