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"Lazio Meravigliosa" alla sala Gatti: ospiti, tifosi e uno scatto imperdibile con Olimpia

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VITERBO - La città dei papi ospita, per questo fine settimana, la prima uscita della mostra itinerante "Meravigliosa - La Lazio più bella di sempre", un tributo alla squadra del 1973/74 che vinse il primo scudetto della storia di una polisportiva storica e gloriosa, fino a domani alla Sala Gatti (via Macel Gattesco, a due passi da piazza delle Erbe, dove, pioggia permettendo, è aperto il gazebo di RadioSei).

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Un bagno di lazialità incredibile, già dall'apertura di questa mattina, con visitatori di ogni parte della provincia e alcuni anche dalla Capitale (per tutti i dettagli sulla mostra leggi "Meravigliosa - La Lazio più bella di sempre": alla Sala Gatti la mostra tributo alla "banda Maestrelli").

Presenti, come promesso, alcuni ospiti: il primo che si incontra è Franco Nanni, bloccato a ridosso delle maglie storiche della squadra. circordato da tifosi, molti genitori e figli, forti di quel "Di padre in figlio" che da sempre tramanda l'amore biancoceleste in famiglia. Franco firma libri, foto, bandiere e non si sottrae alle domande, partendo da quella Lazio, quella del Maestro, fino a quella di oggi: "Quello che abbiamo fatto si vede qui, una traccia indelebile e sono orgoglioso di averne fatto parte. Alla Lazio di Sarri dico - precisa con la sua sincerità tutta toscana - che forse dopo 3 anni è ora di cambiare, troppo prevedibile e sul presidente esprimo tanti altri dubbi, anche dalla mia esperienza personale. Quando allenai i giovani ho dovuto lasciare perché spesso voleva imporre lui chi dovesse giocare".

Poco più avanti la famiglia Pulici al completo a rappresentare la famosa "saracinesca", il numero 1 pronto a dare sicurezza alla squadra e ancora Luigi Martini, impegnato nel pomeriggio a presentare il libro  "La Lazio nella leggenda". Presente anche Marco Geppetti, figlio di Marcello, fotografo del Momento-sera, apprezzatissimo negli anni della dolce vita e punto di riferimento all'Olimpico. Dalla sua macchina fotografica nacque un archivio immenso, emozionante e bellissimo, fatto di istantanee spontanee e alcune diventate storiche, come quella del 31 marzo 1974, nello stadio Olimpico di Roma, con il famoso indice puntato dal cannoniere laziale Giorgio Chinaglia verso la Curva Sud, dopo quel calcio di rigore che fissava il risultato sul 2-1.

Tantissimi i tifosi e gli appassionati che hanno riempito la sala Gatti, ammirando pannelli e cimeli sotto gli occhi di Agostino Lattuille, uno degli organizzatori: "Stanno tutti apprezzando e ammirando la storia dalla società, dal 900 ad oggi, concentrata sull'epopea dello scudetto del 1973/74, perché il fenomeno di quella squadra va spiegato solo così".

Apprezzatissima la presenza di Juan Bernabé e l'aquila Olimpia, a disposizione dei tifosi per la sola giornata d'apertura, per una foto, che hanno fatto file infinite per raggiungerla in cima al soppalco, dedicato alle grandi vittorie, associate alle maglie avversarie. 

La mostra sarà visitabile fino a domani, 11 febbraio, alle 15 sarà protagonsita Guido De Angelis, che presenterà "C'era un ragazzo che come me... amava la Lazio e Long John". Ingresso libero.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi