BOLSENA - Si è tenuta questa mattina, presso il Palazzo Monaldeschi di Bolsena, l’inaugurazione della mostra “La memoria dell’acqua”, organizzata dalla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Presenti alla cerimonia anche il presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli, il Direttore generale archeologia, belle arti e paesaggio Fabrizio Magani, la Soprintendente Abap per la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale Margherita Eichberg, la funzionaria archeologa della Soprintendenza Abap per la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale Barbara Barbaro, oltre che i rappresentanti della Famiglia Rovati, che hanno accolto una parte della mostra presso l’Isola Bisentina, del Prefetto Gennaro Capo e del Questore Luigi Silipo.
“Questo è veramente un luogo d'elezione – ha dichiarato il Ministro Giuli - un luogo straordinario per tante ragioni. Il lago di Bolsena è l'ombelico del mondo: non solo perché è il lago vulcanico più grande d'Europa, ma perché qui c'è la radice ancestrale di ciò che poi sarebbe divenuto il popolo etrusco e che è stato prima villanoviano, poi forse tirrenico. Le ipotesi sono tante, a partire dalle chiavi di lettura del materiale di scavo, il cui studio impegnerà ancora tanto tempo, e di tutto ciò che ancora potrebbe emergere con il proseguire della ricerca.
Insieme a pochi altri luoghi d'Italia – ha proseguito il Ministro - in questo momento la Tuscia e Bolsena rappresentano un modello di riferimento, per ciò che sta avvenendo qua e per ciò che una sorta di geografia sacra ci ha offerto in dono. Siamo di fronte a una storia molto risalente nel tempo, ma le cui scoperte ci proiettano in avanti.
Qui noi oggi rappresentiamo un patto ideale di amicizia e solidarietà – ha concluso il Ministro - tra l'antico e il contemporaneo e tra tutti noi che siamo viterbesi, abitanti della Tuscia, italiani, europei, cittadini del mondo però orgogliosi di partire da qua, da Bolsena”.
“Questa collaborazione nasce dalla forte determinazione del Ministero e dalla lungimiranza della Soprintendenza che, unitamente alla grande e fattiva collaborazione dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine, hanno costruito intorno al sito del Gran Carro una grande punto d’interesse storico e archeologico che oggi siamo finalmente in grado di raccontare e mostrare al pubblico”. Così, a margine della cerimonia, il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte.

Che ha proseguito: “Su questo progetto abbiamo lavorato fianco a fianco con le istituzioni territoriali, con le associazioni archeologiche del lago e con chi giorno e notte ha dedicato la propria professionalità al Gran Carro, patrimonio storico che oggi possiamo condividere. L’acqua del nostro lago ha protetto e custodito la quotidianità di una comunità vissuta tra la media Età del Bronzo e la prima Età del Ferro, tra il XVI e l’VIII secolo a.C., con reperti particolarissimi che ci raccontano la nascita della civiltà.
Ringrazio la dottoressa Barbaro per l’impegno profuso, la Soprintendente Eichberg per la gestione degli scavi, il Prefetto di Viterbo Capo per la sua importante e costante vicinanza, il Ministro Giuli che con la sua presenza ha testimoniato un’attenzione notevole per Bolsena – conclude Di Sorte -. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato, in particolar modo al vicesindaco Raffaella Bruti, che tanto si è spesa per la buona riuscita dell’inaugurazione”.

“La visita istituzionale del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Bolsena rappresenta un segnale concreto dell’attenzione e della vicinanza del Governo Meloni alla provincia di Viterbo e al suo straordinario patrimonio storico e culturale”. Lo afferma il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, intervenendo a margine dell’inaugurazione della mostra “La memoria dell’acqua – Nuove scoperte archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”, articolata tra il Museo territoriale del Lago di Bolsena, all’interno dello storico Palazzo Monaldeschi della Cervara, e l’Isola Bisentina, presso la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, restituita alla collettività nel 2024 dopo un attento restauro.
“Un progetto culturale di alto profilo – sottolinea il deputato – frutto della fattiva collaborazione tra il Mic, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Comune, la Fondazione Luigi Rovati e l’Isola Bisentina. Un lavoro condiviso che consente di riportare alla luce e restituire al pubblico uno dei siti protostorici sommersi tra i più importanti d’Italia, testimonianza viva delle nostre radici e del dialogo costante tra ricerca, territorio e comunità. Valorizzare il patrimonio culturale significa rafforzare identità, generare sviluppo e restituire dignità ai luoghi che custodiscono la nostra memoria”, conclude il presidente Rotelli.

La mostra è allestita a Palazzo Monaldeschi, nel cuore del quartiere medioevale, è gratuita e seguirà i seguenti orari: venerdì e sabato 10:00-13:00 e 17:30-20:30, domenica 10:00-13:00.
