VITERBO - Visione in anteprima della Mostra dei presepi nazionali provenienti dal Museo del presepio di Dalmine (Bergamo). Undici opere proveninenti dalla scuole presepistiche di tutta Italia, realizzati in un arco temporale dal Settecento ad oggi (guarda le foto cliccando qui).
Il museo del Colle del Duomo, gestito da Archeoares, si arricchisce di queste opere d'arte a tema che saranno visibili dal 24 novembre 2017 al 7 gennaio 2018, in corrispondenza con il Chistmas Village, all'interno del normale percorso museale.
"L'arte di fare il presepio è da annoversarsi fra qulele eccellenze italiane che tutto il mondo ci individia. Ogni regione, ogni città, ogni piccolo borgo della nostra penisola ha saputo nel tempo caratterizzare in modo diverso quest'arte fondendo la storia sacra e la tradizione popolare - spiega Barbara Crivellari, curatrice del Museo del Presepio -. E' prorio da questo apparente contrasto tra sacro e profano , da questo incontro tra cioò che è alto, regale, divino e ciò che invece è terreno, rozzo e popolano che si sprigiona la magia del presepio".
La visita alla stampa è stata guidata da Bruno Blanco, socio amministratore di Archeoares, che ha spiegato le varie opere d'arte, ricordando quando l'esposozione sia stata fortemente voluta dalla Curia vescovile: "Siamo sul Colle del Duomo, un luogo che ha un ruolo preciso, da cui scaturisce un messaggio di evangelizzazione che è poi la missione della Chiesa, quella di Viterbo in questo caso".

Sguendo il percorso del museo si possono ammirare unidci presepi, ciascuno con la sua logica. Si parte dai Magi che accolgono i visitatori subito dopo l'ingresso al classico presepe settecentesco napoletano, quello con il messaggio più forte, con la Sacra famiglia allestita all'interno di un tempio che fu pagano. Si incontra poi una Sacra famiglia moderna, realizzata da Anna Bisogno, attualizzata e raffigurata in movimento, con Gesù proteso nel gesto di una carezza verso Maria, seguita da un blocco ceramico di Giuseppe Criscione che mostra l'adorazione dei Magi, che sono riproposti anche dall'opera di Alessandro Martinisi in una versione ancora più moderna, con Gesù in braccio ad uno dei Re in visita.
Al centro della sala dedicata agil artisti viterbesi si presenta alla vista il Presepio a 360°, scolpito nel legno da Willy Messner, artista trentino, che si immagina la scena come se fosse un girotondo intorno ad un albero, centro dalla vita. Ancora materiale dal nord, con l'Adorazione dei magi realizzato dal valdostano Botton in pietra ollare, con volti caricaturali, quasi grotteschi.
Nelle stanze successive si torna alla tradizione, stavolta quella leccese, con la cartapesta che compone l'incantevole Fuga in Egitto, seguita dalla doppia vetrina che mostra la natività e i magi in gesso, per annunciare l'ultima opera, una Natività ligure donata al museo Colle del Duomo, esposta esclusivamente nella scena principale.
Pochi pezzi ma perfettamente inseriti nel contesto museale, come esplicitamente voluto da Archeoars, per lasciare ai visitatori un ricordo netto di quanto ammirato.
Il museo resterà aperto con orario continuato fino al 7 gennaio, tutti i giorni dalle 9 alle 21, venerdì e sabato fino alle 22.30.
Informazioni e dettagli su www.archeoares.it
Teresa Pierini
