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Le ricette di casa Tuscia: come La Repubblica cerca di prendere il turista per la gola

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VITERBO - Terza guida de La Repubblica dedicata alla Tuscia: la nuova edizione è stata presentata ieri in Camera di Commercio, presente il presidente Merlani, con gli assessori Salcini e De Carolis per il Comune di Viterbo. Da oggi sarà in vendita nelle edicole e nelle librerie.

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Un mezzo di promozione che cerca di prendere i turisti per la gola, dedicata infatti a "Le Ricette di casa Tuscia”, dove trovano spazio 25 ricette storiche di famiglia, presentate da altrettante appassionate di cucina, riviste anche in chiave professionale da uno chef. Testimonial del progetto editoriale, curato come sempre da Giuseppe Cerasa, è Iside De Cesare, chef stellata e titolare del ristorante “La Parolina” a Trevinano. Una guida fortemente rosa, rafforzata anche dalla presenza di Enrica Cotarella, del marchio Falesco, responsabile relazioni esterne e attività di campus di “Intrecci”, Scuola di alta formazione di sala a Castiglione in Teverina. 

Indisponibile per motivi di salute il sindaco, è di nuovo una donna a rappresentare l'amministrazione: Ludovica Salcini ha infatti portato i saluti della giunta e di Arena, sottolineando la bontà delle ricette e soprattutto, da assessore all'agricoltura, di prodotti e produttori locali. Un veicolo promozionale efficace per turisti ormai in cerca di esperienze sensoriali, come confermato anche dall'assessore De Carolis.

Parole condivise dal presidente Merlani: "La gastronomia è un ottimo attrattore turistico, chi si muove non cerca solo luoghi ma anche gusto. Inoltre i locali pubblicati nella guida ricevono un riconoscimento alla loro professionalità, come Camera di Commercio dobbiamo continuare a spingere questo fondamentale settore per il bene di tutto il territorio".

Soddisfatto dell'accoglienza il giornalista Giuseppe Cerasa, che si è complimentato con la Camera di Commercio, che funge da punto di riferimento, andando poi a spiegare la guida: "Si inizia con il tributo a castagne, nocciole, lenticchie e quanto di buono si riesca a produrre nella Tuscia, un territorio che ha ottima ristorazione e tante bontà. Vivere tra Roma e Firenze e vantare un pezzo di storia come quella degli Etruschi è importante, pochi territori possono fare leva sulla propria storia. Questa terza edizione della guida è la testimonianza di un successo basato su tante realtà non svelate, per portare qui un turismo lento e consapevole, che va attratto. Abbiamo scelto di raccontare ancora questo territorio perché ormai ci siamo innamorati, andando ben oltre ai numeri, che comunque confermano il successo: nelle due precedenti edizioni la guida, apparentemente piccola, ha venduto molto di più di una nazionale della concorrenza. La nostra sfida, stavolta, è stata raccontare la Tuscia per ricette, facendo un'operazione di conservazione della memoria, salvando quelle storiche di famiglia".

In totale sono 25 ed escono dai cassetti delle nonne: crostini in salmì. fregnacce, acquacotta, ceciliani, fieno di Canepina, sbroscia, minestra di tinca, zuppa di ceci e castagne, zuppa di agnello, anguilla alla bisentina, cinghiale in umido, coregone arrosto, spezzatino di coniglio, trippa al sugo, fagioli alla sutrina, frittelle di cicoria, castagnaccio alle nocciole, ciambelle all'anice, frittelle di riso, maccheroni con le noci, panpepato, tozzetti. Un viaggio nel gusto che tocca molti centri della provincia, coinvolti, nelle pagine successive, negli itinerari turistici. A corollario poi le attività di ristorazione, base della guida stessa.

Tra le aziende, come punta di diamante, la stellata Iside, che ha confermato l'importanza del progetto: "Il sapore della tradizione viene dalle case e poi gli chef superano il limite, ma è sempre necessario tornare a casa, da dove abbiamo imparato". Un sapore confermato dal buffet finale, associato ai due vini Falesco della famiglia Cotarella, presente con  il progetto didattico ormai stabile a Castiglione in Teverina, una scuola su cui l'azienda crede, investendo tempo e risorse.

In chiusura una prosposta: organizzare una giornata dedicata ad un pranzo esibizione, con una serie di ricette scelte, che le metta in competizione. Idea spostata dal presidente Merlani che potrebbe inserirla nel Salone del gusto che a fine estate illustrerà per due giorni le bontà della Tuscia, con il supporto di Comune di Viterbo e Regione Lazio.

Teresa Pierini