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Leonardo De Angeli: il Titanic ha solcato l'oceano per 25 anni

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VITERBO - Un pensiero fisso che per decenni perseguita il piccolo Leonardo: "Cosa sarà avvenuto ad un gigante come il Titanic?". Domande innocenti che portano poi l'uomo Leonardo De Angeli a documentarsi su quanto avvenne poco più di un secolo fa. Foto, documenti, lettere, persino efipaffi per arrivare ad una conlcusione: "Il Titanic non è mai affondato, al suo posto è finito in fondo all'Oceano l'Olympic, la nave gemella costruita con meno attenzione e tantissimi difetti".

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Una storia affascinante che lega secoli di storia con un solo filo conduttore, i soldi e le famiglie che da sempre li controllano, portando sullo stesso piano la tragedia del transatlantico inglese e l'11 settembre, argomento che, anticipa De Angeli, sarà raccontato nei dettagli nel suo prossimo libro, "Eleven".

"Quello che riscontro tra il Titanic e le Torri gemelle sono le stesse enormi bugie - precisa presentando la sua nuova creatura editoriale, Titanic -. Possiamo segnare il 1912 come data d'inizio della malavita, quella che ha organizzato l'affondamento del transatlantico, lo stesso soggetto che comanda ancora oggi e che ci ha chiuso in casa per la pandemia".

Non vuole prendersi l'etichetta da complottista, per questo illustra con foto e documenti la sua teoria, che già online è stata più volte richiamata, legata soprattutto alla tragica fine di tre banchieri, a cui però aggiunge una serie di dettagli che secondo l'autore portano alla dimostrazione che fu l'Olympic a finire sul fondo dell'Atlantico.

Tutto nasce da un cantiere navale, di proprietà del finanziere gesuita J. P. Morgan. dove la White Starline progetta di costruire 3 navi Gemelle: la Olympic, il Titanic e la Grandic, che non vide mai luce.

La prima a solcare il mare fu comandata da Edward John Smith, capitano vicino ai gesuiti, poco capace, in grado di mandarla più spesso in cantiere per riparare i danni che in navigazione.

Nel frattempo in America Morgan, Rothschild e Rockfeller tentano di creare una banca unica, osteggiata da tre banchieri: John Jacob Astor, Benjamin Guggenheim e Isidor Straus. Gli stessi che furono persuasi a salire a bordo del Titanic, sul quale poi persero la vita, nonostante avessero un posto di prima classe a pochi metri dalle scialuppe di salvataggio.

"Strano che proprio l'anno successivo nacque la Federal Reserve - precisa De Angeli - e strano che 15 anni prima uno scrittore, Morgan Robertson, narrò in un romanzo la triste fine di una prestigiosa nave, il Titan, a causa dell’urto con un iceberg. Contro quell'icerberg ci andarono l'Olympic, una nave praticamente distrutta, gemella del Titanic, diversa solo in piccoli particolari, su cui venne fatto salire gran parte dell'equipaggio della prima, compreso il comandante, convinto da padre Brown. Figura fondamentale, gesuita a capo della congregazione in Irlanda, salito a bordo come semplice sacerdote di provincia, restato solo per uno scalo e narrato anche nel film di Cameron. E' proprio lui che convince il comandante di fare l'operazione, cioè far ripartire l'Olymoic per spacciarlo con il Titanic, forte della sua influenza religiosa".

Come fa De Angeli ad affermare tutto questo? Diamo qualche dettaglio, lasciando alla lettura del libro la serie infinita di particolari che porta per suffragare la sua tesi: "Il Titanic aveva finestre diverse dall'Olympic, e dalle foto fatte dai sommozzatori si nota benissimo. Inoltre durante la prima spedizione, del 1985, lo scafo appare integro, scafo che poi si mostra coperto di detriti e calcare l'anno successivo, quando hanno tentato di coprire quello che era sembrato un errore imperdonabile: mostrare le prove. Inoltre la navigazione avviene a velocità sostenuta, 21 miglia al posto delle 9 che si usavano d'inverno per prestare attenzione, e la rotta è corta, quella estiva, quando non c'era necessita di schivare icerberg. Poi c'è tutta la questione dei soccorsi e le tante prove che dimostrano quello che affermo: il Titanic ha navigato per 24 anni sull'oceano e dal 1912 in fondo al mare giace l'Olympic, nave ormai distrutta".

Per i dettagli e le prove basta contattare l'autore, Leonardo De Angeli, per acquistare una copia del libro e farsi un'idea su una storia meno romanzata di come è stata tramandata nel XXI secolo.

Teresa Pierini