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La meraviglia delle ortensie spiegate e ammirate nel giardino La Perella

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VITERBO - Uno scrigno colorato nel cuore dei Monti Cimini, nascosto nel terreno scosceso, e forse anche per questo più affascinante: è il giardino La Perella, un cuore pulsante fatto dalle mille sfumature delle ortensie, nato e curato quotidianamente da Tiziano Bordo.

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L'occasione della scoperta è il primo evento ufficiale organizzato nel giardino: la presentazione del libro "Ortensie" di Rita Paoli, Alberta Ballati e Valeria Galgani, collana Passione Verde per Edagricole.

"E' il primo incontro a La perella - sottolinea in apertura Tiziano - e non poteva che essere con il libro di Rita e Alberta. Questo giardino nasce per gioco, nel 2006, quando tornato dalla Grecia, dopo aver visto la Festa delle ortensie, ho scoperto le tante varietà di questa pianta, prendendone alcune per il giardino. Ho iniziato a riempire la parte alta, poi intorno e infine giù a valle. Non posso pensare che sotto abbiamo ancora tre ettari ma al momento ci fermiamo. Nella scelta delle varietà ci siamo fatti portare dall'inclinazione del terreno, e spesso non è stato facile, abbiamo combattuto con le gelate tardive, che per fortuna in questi due anni ci hanno salvato".

E infatti il giardino si presenta in modo meraviglioso, con tanto blu, merito del terreno acido caratteristico della zona, e qualche altra sfumatura dovuta soprattutto alla terra di riporto.

Prima della visita alla scoperta del magico mondo delle ortensie, la presentazione del libro, che si imbatte sui presenti con l'irruenza che solo due toscane possono avere, fatta di simpatia, sincerità e un infinito amore per quello che fanno.

"Sono trent'anni di impegno per me e stavolta mi fermo - precisa Rita -, un lavoro bellissimo che rifarei con tutta la passione che ho messo ma basta, voglio fare la nonna, se si sbriga la figliuola - ed eccola la toscana verace, che poi torna sul libro -. Qui c'è tutto, colori, potatura, i segreti che chiunque mi chiedeva... sono qui, ora non avete più scuse, c'è la guida.

Sono nell'ambiente da 1997, con il primo catalogo sulle ortensie, che mi fece andare di moda. Ricordo un episodio, ero qui nel viterbese, nella villa di una signora deliziosa, non faccio nomi ovvio, e una sua amica di Orvieto lo seppe. Mi fece venire a prendere con l'elicottero fino alla sua villa e atterrata mi accolse un cameriere con vassoio argento e le forbici per potare. Potete inmmaginare il mio imbarazzo? Non era periodo per le potature, mi atteggiai spuntando qua e la, poi fui fortunata perché venne la miglior stagione e le ortensie fecero una fioritura straordinaria. Il massimo fu quando mi chiese se avevo sete, nemmeno il tempo di dire si e dai cespugli uscirino altri camerieri con quello che chiedevo, già fresco alla perfezione".

Una simpatia innata, che ha strappato più volte risate tra i presenti, quasi tutti appassionati di Hydrangeaceae: "Ogni appassionato ha la sua visione, a seconda che sia un prodottore vivaista, che le vuole belle, o architetto paesaggista, che prova a dare la sua impronta o all'appassionato, ciascuno ha la sua idea di pianta. Sono adatte a tanti climi, resistono fino 1600 metri e vorremmo fare capire che con le piante non esiste standardizzazione, vanno soprattutto capite".

Dalla frizzante Rita alla riflessiva Alberta, che ha trasformato la sua casa toscana in un vero vivaio, tenendo vicino a se le più delicate: "Tutto è nato nella mia casa di famiglia, La Rupe, e sull'ortensia che dominava il terrezzo, li presente da almeno 100 anni, diventata poi l'ortensia della mamma. Da li è nato il vivaio poi e l'ingresso in consorzio. Mi sono concentrata sulle ortensie, partendo da quella della mamma, che curiamo come se fosse di famiglia, in suo ricordo. La coltivazione delle ortensie mi ha affascinato, come produttrice sto lavorando sulle storiche, prima che finiscano abbandonate, perché più resistenti e adatte al clima".

Il libro è una sorta di enciclopedia sulle ortensie, c'è la ricerca delle specie, argomento preferito di Rita che le ha cercate ovunque e raccolte nelle case di tanti, anche famosi. Poi ci sono tutti i segreti per coltivarle, curarle e ottenerle nei vari colori. Infine non potevano mancare le esperienze dei vivaisti, una diversa dall'altra e i giardini più belli, tra questi anche La perella, ovviamente, che ha ospitato la presentazione. La pubblicazione si trova disponibile in tutti gli store online.

Dalla teoria alla pratica, stavolta per mano e forbici di Tiziano, che ha accompagnato i presenti lungo il giardino, tra cui la docente e architetto paesaggista Sofia Varoli Piazza e molti provenienti da Bolsena, mostrando le tante varietà, i colori, le varie differenze tra quelle piantate per talea e le spontanee e gli angoli speciali di un bosco fatto di fiori, ombreggiati da qualche castagno, noccioli ed altre piante indispensabili a fornire la protezione dal sole che richiedono le ortensie.

Teresa Pierini