VITERBO - Prima presentazione laziale per Roberto Vannacci, il generale del momento che Umberto Fusco ha coinvolto e portato alle Terme dei papi per presentare il suo libro, il best seller di quest'anno, "Il mondo al contrario".
Prima di presentarsi davanti alla folta platea, che ben prima dell'incontro aveva conquistato la sala conferenze della struttura termale viterbese, si è concesso alla stampa per rispondere alle prime domande.
Presentato da Fusco, che ammette di essere onorato di aver organizzato la serata, nata dal crescente interesse del territorio per la sua pubblicazione, il generale ha subito dichiarato di aver sentito un'atmosfera piacevole: "E' un piacere spiegare il mio libro, perché in tanti ne parlano ma spesso non lo hanno letto, e alcuni nonostante lo abbiano letto non l'hanno capito. Entro subito nella polemica dell'Arcigay viterbese, io sono aperto a qualsiasi domanda e critica, specie quando sono caustiche, purché certe, sono qui, lieto di confrontarmi".
L'associazione però ha evitato e non si è presentata, limitandosi a criticare attraverso un comunicato. La parola passa così alle domande della stampa, e gli viene chiesto cosa pensa del giornalismo.
"L'impressione avuta è che la maggior parte dei giornalisti non è preparato: molto spesso mi facevano domande decontestualizzate o tratte da altri articoli. Nel mio mestiere per affrontare altri mi preparo, spesso la stampa ha un obiettivo e spinge a portare il discorso altrove. Però devo tutto a chi ha fatto questa operazione di marketing gratuita, Pucciarello e Cazzullo per primi che lo hanno fatto diventare un caso, e devo a loro il successo del libro, forse non se ne sono nemmeno accorti".
Tra le critiche ricevute si è parlato di discriminazioni, e lui prontamente risponde: "Ho voluto sottolineare che nella libertà di risiedere, e spostarsi dove si vuole, vanno rispettate norme e condizioni, la libertà è quindi garantita ma è sottoposta ai canoni del buon senso, ad esempio acquistare un biglietto prendendo un mezzo pubblico, e chi non lo fa incorre in sanzioni. Ormai non si può più dire nulla per non discriminare ma spesso è questo non parlare che diventa discriminatorio".
Pandemia e vaccini, argomenti solo sfiorati nel libro, c'è un motivo?
"Chiunque ultimamente si sente in diritto di dire il proprio pensiero, prima sulla pandemia, poi sulla guerra, e ancora sull'energia. In merito al vaccino ho fatto un atto di fede e ne ho fatti 4, anche se l'obbligo vaccinale l'ho sofferto male. Personalmente non lo avrei fatto, come non avrei detto che i non vaccinati erano un rischio di contagio; ho apprezzato molto di più l'approccio russo, dove mi trovavo a vivere durante la pandemia, senza obbligo nè chiusure. Ad oggi possiamo dire che, rispetto a chi ha chiuso, abbiamo la prova che non è servito, perché l'approccio libero ha portato gli stessi risultati".
E' il momento della scuola e dell'ennesima polemica scaturita dalla scelta di un istituto di adottare il libro di Vannacci come lettura di educazione civica: "Il libro si presta alla lettura delle quinte classi, dove è giusto affrontare lo spirito libero e invitare a pensare in maniera critica. Trovo assurda l'interrogazione parlamentare, che equipara Il mondo al contrario al Mein Kampf, che peraltro trovo uno testo storico che gli studenti devono essere in grado di studiare. Ridicolo accusare che il mio libro sia di istigazione, non è così altrimenti sarei in carcere, essendo reato tutto quello di cui mi accusano, spero che il ministro dia una valida risposta. Trovo ottimo che l'insegnante e la preside non abbiano fatto un passo indietro, così come gli studenti, che hanno voluto proseguire in totale libertà".

Curiosità sulla nascita del libro, anche per sapere cosa c'è dietro a notizie su case editrici che avrebbero rifiutato la pubblicazione. "Diciamo intanto una cosa, non avevo alcuna necessità di scrivere un libro, la mia esigenza risale a gennaio 2023, in piena crisi energetica, ispirato da chi in Tv spesso parlava senza sapere. Conoscendo, da ingegnere, l'argomento, ho scritto qualcosa da pubblicare come articolo, poi è venuto il secondo e il terzo argomento. La nuova ispirazione era su Parigi, dove ho vissuto e visitandola l'ho trovata stravolta dalla sindaca che, per volerla verde, l'ha trsformata in una città ottima per i ricchi e terribile per le classi più deboli. Senza saperlo avevo scritto il terzo capitolo, a quel punto aggiungendo altri paradossi è diventato un libro, parlando anche di famiglia e patria, che si stanno tentando di distruggere. L'ultimo capitolo scritto era quello sul mondo LGBT+, e non volevo nemmeno scriverlo, ma l'ho fatto per sottolineare che non piace questa ostentazione. Ho ancora materiale inedito, a questo punto sarà nel secondo. Con tutto il materiale pronto ho fatto l'invio ad Amazon, ricevendo l'ok alla pubblicazione entro 72 ore, non ho mai cercato un editore ma ho seguito il consiglio di un collega, che in passato aveva avuto grosse difficoltà con le case editrici e mi ha spiegato questa via. Ho pensato di venderne 300 copie, e invece è andato diversamente, andiamo verso i 300 mila, con una seconda edizione affidata ad una casa editrice che mi aveva cercato. Per spiegarvi come sono fatto aggiungo che mi aveva cercato anche una seconda, molto più grande, ma non ho accettato perché avevo dato la mia parola, che ha più valore di una firma".
C'è ancora tempo per parlare del ministro Crosetto: "È il mio ministro e a lui sono legato per disciplina, non mi ha convocato e ho chiesto di incontrarlo per spiegare le mie ragioni; quello che ci siamo detti resta tra noi e chi ha scritto ha, chiaramente, inventato. C'è stata ruvida discussione, ma mi sono sentito tutelato dai provvedimenti presi dalla Difesa: è stata aperta un'inchiesta sommaria che per me è garanzia, andando oltre il processo di piazza. Quando terminerà vedremo, avremo un esame della situazione. L'avvicendamento mi porterà ad altro incarico, a fine inchiesta, in questo momento, anche per difendermi e spiegare le mie ragioni, era meglio non avere il fardello del comando".
Si chiude sull'immigrazione, altro tema caldo toccato nel libro, nei giorni in cui Giorgia Meloni stringe accordi con l'Albania: "Molti Paesi fanno accordi con altri Paesi. Non possiamo continuare ad accettare milioni di immigrati, secondo voi è meglio porre limiti per accettare chi ha davvero bisogno o accettare tutti ora per chiudere completamente un domani? Nessun Paese poi accetta in modo indiscriminato, basta guardare l'Australia, e 80% dei migranti è economico, a discapito di chi avrebbe bisogno di asilo".

Il tempo è terminato, è il momento di presentarsi al pubblico, che attende da tanto per ascoltare il generale Vannacci.
Teresa Pierini
