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Verdeluce con sfumature lilla: un pomeriggio speciale targato Fondazione Cotarella

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MONTECCHIO - La collina che ospita Verdeluce si è colorata di lilla: una giornata davvero speciale, quella di ieri, organizzata da Fondazione Cotarella, rivolta ai ragazzi di cui si prende cura e alla diffusione delle opportune conoscenze sul mondo dei disturbi alimentari.

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Il pomeriggio è iniziato con un laboratorio di cucina dedicato alla pasta fatta in casa, dove ragazzi e ragazze, sia volontari che persone seguite e supportate dalla Fondazione, sono stati guidati dallo chef Cristiano Sabatini, per preparare dei ravioli ripieni di borragine.

Farina, uova, macchinetta per sfoglliare la pasta, il ripieno di ricotta e verdura sul tavolo, ragazze e ragazzi intorno e un coloratissimo chef pronto a giocare con loro per insegnare a realizzare ottimi ravioli, avvicinandoli al cibo in un contesto conviviale.

Quel mettere le "mani in pasta" che significa condividere, osservare, imparare ma anche essere parte attiva di una squadra, sporcarsi, ognuno con il proprio grembiule, e divertirsi insieme. E i sorrisi non sono mancati.

Il fiocchetto lilla, simbolo della lotta contro i disturbi alimentari, è tornato protagonista dell'incontro successivo, dedicato alla presentazione del romanzo corale “Anche se non sto gridando”, curato dalla scrittrice e musicista Cinzia Proietti (Dalia Edizioni, febbraio 2025).

A modarare l'incontro la responsabile dei progetti della Fondazione Cotarella, Giulia Micozzi, che ha ricordato come la realtà benefica ogni giorno incontra giovani che vogliono dare un nome al proprio dolore e quanto educazione e consapevolezza emotiva siano fondamentali per capire e chiedere aiuto, guardando "in faccia" insieme ciò che fa paura.

"Il romanzo affronta tante forme di violenza - spiega Roberta Argenti (Dalia Edizioni) - ed è perfettamente in linea con le scelte della nostra casa editrice, dedicata alla narrativa contemporanea per raccontare il presente ed essere liberi; presenta 12 punti di vista diversi, di tanti autori esperti e due giovani talenti, in un contesto teatrale che ne forma la traccia narrativa. Il lettore assisterà allo spettacolo 'Anche se non sto gridando', come il titolo del ilbro, con protagonista 6 coppie che raccontano una storia rispettando un tema, una metanarrazione che spinge il racconto. Alla fine arriverà la catarsi, dove chi legge si fa carico di qualcosa, condividendolo, perché il problema non è solo di chi subisce una violenza, ma di tutti noi che dobbiamo imparare a guardare il mondo con occhi diversi".

A curare e legare con un filo unico i 12 racconti Cinzia Proietti, scrittrice, musicista e promotrice culturale umbra: "Dodici autori con i loro racconti hanno creato un romanzo corale, con la violenza trattata su 6 tematiche e più punti di vista, merito della visione di un'autrice e un autore, come ad esempio Alessandra, che è qui con noi, e Luigi, entrambi sul tema Attenzioni, che, senza conoscersi, hanno scelto l'anoressia. Lei si è concentrata sulla vita di una giovanissima sportiva mentre lui affronta il rapporto tra madre e figlia, basato su un estremo concetto di bellezza. Questi i temi affrontati: Non amore, Conflitti, Attenzioni, Stupro, Violenza web, Spose bambine. Ognuno di noi ha qualcosa da dover dire, facciamolo - conclude la curatrice - alzando la mano, chiedendo o promettendo aiuto, come la mano presente nell'immagine di copertina, perché la parola chiave è consapevolezza".

Il filo lilla, dicevamo, presente nel romanzo con i due racconti sull'Attenzione dedicati ai disturbi alimentari, uno dei due affrontato nella versione femminile scritta da Alessandra D’Egidio, che confessa: "Scelgo sempre storie non compiacenti purché prevedano una rinascita. Dovendo scrivere un racconto sulle attenzioni, poi intitolato Volare, ho scelto la storia di una dodicenne sportiva che vive il dramma della solitudine nello sport, che le chiede un conto molto alto; un racconto, si comprende, dedicato anche alle storie delle nostre 'Farfalle' (le campionesse di ginnastica ritmica finite al centro della cronaca per i disagi vissuti in allenamento, che le ha portate a soffrire di disturbi alimentari - ndr). Due le visioni iconiche della storia: il significato della bocca, sia per parlare che per mangiare, e il senso del volo, che dà il titolo al racconto. Le storie presentate sono tutte importanti, perché i libri hanno un forte impatto sui ragazzi, che possono vedersi a specchio in quello che scelgono e permettono di guardarsi dentro, cambiando le loro vite".

A margine della presentazione, inoltre, si è svolto un Aperitivo Lilla, con protagonista il vino Tellus, la cui etichetta riporta il fiocchetto lilla, simbolo dell’impegno della Famiglia Cotarella nella lotta contro i disturbi alimentari.

“A Verdeluce abbiamo acceso un faro su temi troppo spesso taciuti, sconosciuti o non sempre riconosciuti, come i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione: una forma silenziosa ma profonda di violenza contro sé stessi, che colpisce sempre più giovani. L’ascolto, la vicinanza, la capacità di affrontare i dubbi e le incertezze che molti, adolescenti e adulti, si portano nell’anima sono strumenti preziosi per dare risposte concrete. Risposte che nascono dal calore umano, dall’affetto e dalla competenza medica e scientifica: sono questi gli elementi alla base dei progetti della Fondazione Cotarella. Iniziative nate dal cuore e da una consapevolezza profonda: restituire agli altri ciò che abbiamo avuto dalla vita è un obbligo morale" ha dichiarato Dominga Cotarella, Presidente di Fondazione Cotarella.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi