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La musica de I Bemolli sono blu per raccontare il romanzo di Daniele Frongia

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VITERBO - Due mesi di musica, prima "raccontata" a Palazzo Chigi, poi nella naturale sede de I Bemolli sono blu, la Chiesa di San Silvestro che da anni accoglie il bellissimo cartellone ideato e curato dal maestro De Palma.

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Quest'ultima edizione ha sperimentato anche la presentazione di un libro, qualcosa che si è presentato in modo completamente diverso dalle consuete manifestazioni dedicate agli autori. 

"Molte vite, Roma, il padel, l'apparenza" (Editore Castelvecchi Collana Tasti) è il romanzo d'esordio di Daniele Frongia, un funzionario statale appassionato di musica che ha deciso di raccontare e in parte raccontarsi in una storia ricca di atmosfere velate di mistero e colpi di scena. 

Qualcosa che ha incuriosito il maestro De Palma: "Conosco Daniele come appassionato di musica, ama Beethoven, e spesso è venuto qui a seguire i nostri concerti - ha spiegato il maestro al pubblico -. Quando ha scritto il romanzo mi sono incuriosito e l'ho collegato al nostro tema, contrasti tra ombre e luci, che nel libro si interrogano a vicenda. La musica servirà per svelare aspetti del romanzo, anche con improvvisazioni. Da qui parte il tema del prossimo anno, legato all'AI, che sarà pure intelligente come dicono... ma di certo non pensa".

Il Maestro De Palma si mette al pianoforte, al suo fianco l'attrice di teatro, cinema e televisione, Mariagrazia Pompei. Nasce una presentazione con "convitato di pietra", quel commendatore del Don Giovanni di cui si parla senza che sia presente. In questo caso è l'autore, che in ogni presentazione è sempre davanti al pubblico, tranne nell'eccezionalità dei Bemolli, dove si palesa solo per firmare le copie. 

Tutto si svolge con De Palma che suona il pianoforte e l'attrice legge brani scelti, quelli maggiormente rappresentativi per tracciare il carattere della protagonista e delle persone che frequenta, un viaggio che porta alla conoscenza di alcune pagine del romanzo, senza svelare troppo.

Ne nasce una narrazione insolita, coinvolgente e retrò, per alcuni tratti si avvicina ai radiodrammi o agli sceneggiati radiofonici tanto amati nel secolo scorso. Un concerto speciale particolarmente apprezzato dal pubblico, che applaude convinto i protagonisti, incuriosendosi sul romanzo. 

Il maestro ringrazia annunciando in anteprima il viaggio del prossimo triennio, che sarà dedicato a Beethoven, nel 2026 quello giovanile, insieme ad autori a lui vicini, sviluppato in concerti, incontri e conferenze; l'anno seguente sarà incentrato sulla parte centrale della sua produzione, la più conosciuta dal pubblico; chiusura nel 2028 con "Oltre Beethoven" l'ultima parte di opere e la sua eccezionale ombra che si proietta in avanti, fino alla musica contemporanea. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi