Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Beethoven Festival Sutri: arrivano "I 24 Capricci di Paganini"

Spettacolo
Font

SUTRI - Dopo il secondo recital pianistico oggi, 27 settembre, un nuovo appuntamento con la XX edizione del Beethoven Festival Sutri, alle ore 19.30 nella Chiesa di san Francesco. In scena andrà il grande violinista Vincenzo Bolognese, primo violino di spalla del teatro dell'Opera di Roma, impegnato in un concerto dedicato all'integrale dei 24 Capricci di Paganini.

Pin It

L'opera, straordinaria e raramente affrontata nella sua interezza, è un autentico capolavoro del grande compositore genovese che, con meravigliosa essenzialità nonché ricchezza, spazia nei vari campi della tecnica violinistica. Liszt, chiamato lui stesso dai contemporanei il Paganini del pianoforte, si espresse a proposito del virtuosismo del musicista italiano come di un "miracolo che il regno dell'arte ha visto una sola volta". 

Vincenzo Bolognese è nato a Lecce nel 1966. Allievo del padre e di Felix Ayo, si è diplomato in Violino e Musica da Camera con il massimo dei voti, lode e menzione di merito rispettivamente presso il Conservatorio e l'Accademia Nazionale di S.Cecilia. Si è poi perfezionato con Salvatore Accardo, Riccardo Brengola e Pierluigi Urbini. E' stato premiato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali fra i quali il "Curci" (Napoli 1985 e '86) ed il Paganini (Genova 1987). Nell'ottobre dello stesso anno è stato invitato a tenere un recital a Palazzo Tursi con il violino di Paganini e gli è stato assegnato il premio "Platea d'oro" per meriti artistici. Ha suonato per le più importanti Istituzioni musicali: Teatro S. Carlo di Napoli, Settembre Musica di Torino, Accademia Filarmonica Romana, Accademia di S. Cecilia, Istituzione universitaria dei Concerti, Orchestra Scarlatti di Napoli, Sinfonia Varsovia, Orchestra Sinfonica di Berlino, Accademia Chigiana di Siena, Orchestre National du Capitol di Tolosa, Musikhalle di Amburgo, Alte-Oper di Francoforte, Maggio Musicale Fiorentino, Serate Musicali di Milano, Orchestra del SODRE di Montevideo. Si è esibito come solista con direttori quali Accardo, Ferro, Gelmetti Kovacev, H. W. Henze, Lopez Cobos, Plasson, Sinopoli, Stern, Temirkanov, Urbini e per la Radiotelevisione italiana, francese, tedesca, monegasca e giapponese. Nel 1990 è stato insignito di medaglia d'oro dall'Associazione internazionale "Foyer des Artistes". E' regolarmente invitato in Giappone dove ha sempre ottenuto un grande successo di pubblico e critica. E' internazionalmente noto, in campo musicologico, per la revisione dei seguenti brani di Paganini (Boccaccini & Spada Ed.): 2° 3° 4° 5° e 6° Concerto, e, in prima edizione mondiale: Sonata Varsavia, Sonata Appassionata, Sonata Maria Luisa, Sonata Primavera e Balletto Campestre. Nel 1989 ha inciso in compact le Sei Sonate di Ysaye per violino solo, (ristampate tre volte e tuttora presenti sul mercato); in seguito tutte le trascrizioni di Heifetz per violino e pianoforte, una monografia Tartiniana e un cofanetto con la Camerata Strumentale di S. Cecilia interamente dedicato a Paganini comprendente il Concerto n° 4 e le Variazioni per violino e orchestra; ha registrato, in prima mondiale, il Concerto in La magg. di Respighi, di cui ha curato anche la revisione per la Bongiovanni Ed.. Nel 2015 ha eseguito l'integrale dei capricci di Paganini ed è stato insignito della medaglia d'oro presso l'Università La Sapienza dalla Associazione Maison des Artistes. E'stato a lungo Primo Violino di Spalla presso l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ruolo che ricopre attualmente presso l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma. Vincenzo Bolognese suona un violino " Mattia Albani" della fine del Seicento.