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Cultura tra succo di Bacco e note: la frizzante giornata del Festival del vino e della musica

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CIVITELLA D'AGLIANO – Musica e vino: un'accoppiata vincente, come ben sa Joe Castellano, direttore artistico del Blues & Wine Soul Festival, da cui è ispirata la manifestazione che organizza Dioniso Project, il Festival del vino e della musica, alla seconda edizione di nuovo associata all'evento siciliano.

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Una giornata intensa, iniziata nell'incantevole struttura comunale sotto la Torre Monaldeschi con il convegno “L'evento culturale come volano di sviluppo”.

E' il sindaco Giuseppe Mottura a fare gli onori di casa annunciando la massima attenzione, dopo aver risolto i problemi su acqua e rifiuti, sul settore culturale, sulla giusta selezione degli eventi in grado di portare il nome di Civitella d'Agliano in giro per l'Italia e magari il mondo. Un primo passo è stato compiuto con la presenza della blogger Stefania Tardino. Dalla sua testimonianza è emerso che in ogni luogo della Penisola il problema è sempre lo stesso, la promozione, che difficilmente raggiunge il livello della bellezza naturalistica, enogastrononica, storica e culturale di ogni borgo e luogo italiano. Mauro Morucci ha ricordato il suo impegno al Tuscia Film Festival e all'Italian film festival di Berlino, dimostrando che è possibile fare qualcosa di buono ma per riuscire è fondamentale fare rete, unirsi e pianificare per offrire un cartellone condiviso e continuo al turista. Infine Joe Castellano ha raccontato l'importanza della musica, forte del successo di un festival che ha attirato l'attenzione su alcuni borghi siciliani, che oggi possono vantare un flusso turistico continuo per tutto l'anno. L'incontro è stato moderato da Teresa Pierini e presentato da Gian Paolo Piccini, presidente dell'associazione Dioniso Projet, che ha annunciato la voglia di far crescere l'evento, utilizzando ogni grazioso angolo del territorio comunale. Tra il pubblico alcuni amministratori e Luca Giuliotti, presidente della Pro Loco Civitella d'Agliano.

Parole che si spera lascino un segno, che hanno dato il via al momento dedicato al vino, partito dal brindisi con lo spumante Mottura e proseguito nel ristorante nato dall'intuizione di Sergio Mottura, dove il vino, in tante declinazioni diverse, dal prezioso Grechetto al Pinot nero, fino al gustosissimo Muffo, ha creato un filo conduttore tra le pietanze della degustazione. A tavola un importante gruppo di americani, guidati da un tour operator che da 20 anni sceglie per i suoi clienti l'eleganza Mottura.

Dopo cultura e vino, è il momento della musica: all'ombra della Torre Monaldeschi e con uno sferzante vento che tira dai Calanchi, facendo saggiare agli spettatori il fresco della Teverina, a scaldare l'atmosfera e a infondere una gran voglia di ballare sono le note dei The Red Wagons, una band fantastica, che omaggia i più grandi compositori americani blues. Cinque musicisti fantastici che trascinano e convincono, raccogliendo applausi a scena aperta. Negli ultimi brani è Joe Castellano ad inserirsi, raddoppiando il suono della tastiera e della voce.

E' la festa assoluta: via le seggiole, si balla insieme per salutare con un ultimo brindisi un festival che avrà una grande storia.

Teresa Pierini