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Il poeta Cristicchi incanta con la sua musica gentile

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VITERBO -La poesia di Simone Cristicchi ha di nuovo incantato la città dei papi: emozionante ed applauditissimo il concerto di chiusura delle festività di Santa Rosa.

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Prima della sua musica è stata un'artista dalle mani fatate a far immergere nelle note il pubblico del Sacrario: Micol Arpa Rock ha proposto una serie di brani famosi, riarrangiati dall'artista per arpa, strappando applausi e complimenti. La musicista questa sera sarà ospite a Miss Italia 2019, in onda su Rai Uno, iin diretta da Jesolo per la scelta della più bella d'Italia, e dove saranno presenti anche le "nostre" Chiara Bordi e Alice Sabatini, Miss Italia 2015, e, nel cast dei ballerini il tarquiniese Patrizio Ratto Raptor.

"Benvenuti a bordo della mia scatola delle meraviglie, dove sentirci inadeguali alla normalità" queste le prime parole di Cristicchi aprendo la sua "astronave", piena di note e parole che lo rendono unico nel mondo della discografia italiana.

Parla tanto l'artista romano, adora condividere i suoi pensieri, presenta ogni brano collegandolo anche a fatti recenti di cronaca. Tre le parole contano per lui: "Attenzione, quella che serve per volgere l'animo verso qualcosa, perché fuori c'è tutto il mondo da prendere in cura, fino l'universo - spiega Cristicchi, che prosegue -. La seconda parola è umiltà, terra fertile, pronta a prendere i semi che tutti possono donare, conoscendo i propri limiti; e infine felicità: quando vedo una persona felice la porto al museo, mi viene voglia di metterlo sotto una teca come raro esemplare, ma una volta si identificava in Felix, l'albero che dava tanto frutto. Ricordiamo sempre, la felicità è una porta che si apre solo verso l'esterno".

Una sorta di testamento morale, che prosegue nei racconti successivi, come la favola africana sull'incendio del bosco, dove un colibrì si adopera per portare poche gocce nel becco per spegnerlo e, all'ilarità del leone che lo ritiene inutile risponde "Io faccio la mia parte". E ancora la poesia di Trilussa "L'elezione del presidente", dove un asinello con addosso una pelle di leone si mostra per quello che non è, preludio alla canzone  "L'Italia di Piero", sempre attuale. 

Non mancano i ricordi, quelli del nonno, della guerra e la morte che ti prende dentro, o quello per la bellissima Laura Antonelli, una delle donne più bella del mondo abbandonata e lasciata sola, a cui ha dedicato la sua "Laura".

Tra le battaglie più importanti di Cristicchi c'è sempre quella delle vittime, a prescindere dal colore, dalla fede, dagli ideali, le vittime sono vittime sempre e comunque. Per questo ha utilizzato la sua arte per raccontare "Quel 10 febbraio 1947, pagato carissimo dagli italiani dell'Istria, che ha visto 350 mila persone vagare disperati, un esodo raccontato pochissimo - queste le sue parole - una pagina di storia dimenticata, un immenso trasloco durato più di 10 anni, un'intera regione svuotata, con persone che hanno raccolto la propria vita, i ricordi e quello potevano portare via, in alcuni casi persino i morti, e trovarono ad accoglierli un'Italia diffidente, che li accusava perché scappati da un posto che non era più casa loro. Di tutto questo resta il cimitero dei ricordi, che raccoglieva i loro oggetti, a Trieste, il magazzino 18", titolo del brano dedicato alla triste storia delle foibe e degli esuli istriani che immediatamente intona.

Tra quegli esuli c'era un suo mito, Sergio Endrigo, il cantautore che è stato omaggiato con la canzone "Io che amo solo te", cantanta con il fondamentale supporto del pubblico, portato per mano dal "direttore di coro" Crusticchi.

Chiude con il brano vincitore di Sanremo "Ti regalerò una rosa", annunciata con la folle storia dell'omicidio di Manduria, per mano di una ventina di balordi, tanti minorenni, e un luogo complice che non ha fatto nulla per fermali. "Ho preso tante fregature dalle persone per bene che ora mi fido solo degli psicopatici" afferma, un attimo prima di cantare.

Chiude con l'ìennesimo slogan "La vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio" e presenta il brano che dà il titolo al tour, "Abbi cura di me".

Il pubblico lo acclama, torna sul palco e canta "Semmai", canzone liberamente tratta da Smile di Charlie Chaplin, altro suo mito.

Il concerto è concluso, tanti fan lo avvicinano dietro la transenna, lui saluta tutti, si ferma per la foto con sindaco e assessore e poi accompagnato dalla famiglia, presenti anche i figli Tommaso e Stella, saluta la città, dichiarandole amore eterno.

Prima di andare c'è il tempo per rispondere ad una nostra domanda, relativa proprio alle etichette che si tende a mettere agli artisti, a lui, spesso attaccato da una certa area per l'impegno verso il racconto di verità degli esuli: "In questo Paese ci sono stati dei dolori - confida - e angosce. Io sto sempre dalla parte di chi soffre, anche se so benissimo che ci vuole tempo per questo".

Teresa Pierini