VITERBO - La magia di Ferento, per una notte, è solo il contorno, perché la notte del Tuscia in Jazz for Sla con protagonista Sergio Cammariere era in tutte le persone che hanno partecipato, nella straordinaria performance dell'artista e nella presenza mai scontata di Italo Leali, ancora una volta tra il pubblico, nonostante i problemi causati dalla malattia.
L'appuntamento, presentato da Francesco Laurenti, ha visto protagonista Emma Ferrari, centro clinico Nemo, che riceve le donazioni degli appuntmamenti organizzati dal festival, in una sorta di scambio per un futuro migliore, come ha precisato la presidente: "Siamo lo sguardo per guardare oltre, Italo si è affidato a noi perché studiamo da cosa nasce la sla", dando così speranza ad un futuro, speriamo più vicino possibile. Sul palco anche l'assessore comunale Antoniozzi: "Questo è un gesto di coraggio ed unità, su invito di Italo, che nell'infelicità fa il miracolo di riunire una comunità. Siamo qui per prendere esempio da lui" ha precisato, mentre Alessando Romoli, presidente della provincia ha aggiunto: "Saluto Italo a nome dei sindaci della Tuscia, che grazie a te possono fare un approfondimento, non dobbiamo far finta di niente ma prendere il tuo esempio".


Parole di omaggio al coraggio di Italo, che non indietreggia di un centimetro, nonostante la sua condizione, e continua a proporre musica e spettacoli, omaggiando il jazz a cui, ormai decenni fa, ha dedicato il suo festival. Cambia l'obiettivo, ora è aggiunto quel "for Sla" che, nonostante la sofferenza, lo ha resto un'immagine comune a tutti i cittadini della Tuscia.



Il "concerto d'amore" di Sergio Cammariere accompagna l'affetto e la magia verso Italo. L'artista conquista il palco, si fa abbracciare dall'atmosfera meravigliosa che si respira a Ferento, con una storia millenaria, e dal pubblico, che si incanta davanti alla sua poesia, quella dei grandi successi, come "Tutto quello che un uomo", che lo ha reso popolare al Sanremo 2003, ma anche quelli più recenti.


I momenti più intensi sono nei suoi brani strumentali, molti nuovi, proposti con Giovanna Famulari al violoncello, e Daniele Tittarelli, al sax, attimi di musica che fluttua sospesa davanti a centinaia di spettatori e li raggiunge, uno per uno, direttamente al cuore.



Una serata speciale, che il cantautore rende unica salutando Italo ma anche la famiglia Micocci, con i figli in platea e poi a salutarlo dietro le quinte. "E' grazie a Vincenzo, alla sua casa discografica che ha scommesso dall'inizio su di me, che sono sul palco da tanti anni".




Una festa quindi, per il bene che si è fatto raccogliendo l'incasso per Nemo, e dietro le quinte, dove Cammariere è stato raggiunto anche dalla sorella di Pino Quartullo, famosa montatrice, con cui lavorò alla prima colonna sonora della sua carriera, nel 1992, per il film Quando eravamo repressi.
Teresa Pierini e Anslemo Cianchi
