VITERBO - Note di primavera a Palazzo Chigi, colonna sonora di un incrocio tra pittura, letteratura e storia dell'arte. L'associazione Muzio Clementi ha avviato la stagione 2026 con due giornate di musica.
La due giorni si è aperta con il direttore artistico, il maestro Sandro De Palma, al pianoforte nell'ormai collaudata unione tra note e parole, al suo fianco stavolta il critico e docente Antonio Rocca, pronto ad accompagnare il pubblico in un viaggio fatto di spazi vuoti, colori da individuare e la natura come specchio della luce.

"Il silenzio dipinto - Turner e la Tuscia", un concerto dedicato al pittore Settecentesco inglese, avviato con le note di Jules Massenet, di cui vengono eseguiti al pianoforte "Eau dormante" e "Eau courante" tra le parole del critico che gioca sugli spazi vuoti, quelli dell'architettura come della pittura: "Vediamo l'arte come incrocio delle nostre proiezioni - precisa Rocca - talvolta deluse dalle interpretazioni sulle opere di Turner, che sappiamo aver viaggiato a piedi fino in Tuscia 200 anni fa e averla dipinta. Qualcosa che noi riconosciamo come nostra ma che spesso viene assegnata a qualsiasi altro luogo, facendoci soffrire".
Parlando ancora di silenzio, Rocca si concentra su Fontana: "Ha costruito la sua arte intorno ad un'assenza, e fa saltare lo spazio e il vuoto inglobando il tempo. Quando il bianco della tela è potente come il tratto dipinto è il quadro che diventa potente e finito. Così come gli acquerelli di Turner, i suoi notturni, le sue tempeste, la forza è nel bianco del foglio che permette di dare importanza all'assenza".

A proposito di luoghi da scoprire De Palma sceglie Liszt, proprio in quanto grande viaggiatore, con "Eglogue", una partitura che interiorizza i suoni ascoltati in natura e li porta romanticamente sullo spartito.
L'occasione per Rocca è quella di raccontare la generazione di Turner, quella dei colossi come Beethoven e Napoleone, di cui l'artista inglese dipinge la disfatta di Waterloo. "Anche in musica la pausa crea l'assenza che diventa suono - precisa il critico - come avviene nell'architettura, nella pittura, in tutta l'arte, la luce invisibile é assenza".
Prima delle conclusioni torna protagonista De Palma che propone un brano intenso e difficile, sempre di Liszt, compositore eclettico e talvolta non capito: "Ho scelto di eseguire Les jeux d'eaux à la Ville d'Este - spiega il maestro - composta quando fu ospite a Tivoli. Il compositore vede nell'acqua un simbolismo religioso, come rivela citando il Vangelo secondo Giovanni, in partitura sotto la battuta 144, raccontando l'incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo, facendola coincidere con il momento in cui la musica si placa, diventando una dolce, intensa e lirica melodia, sorgente d'acqua che scaturisce in vita eterna".

Dopo l'imponente e impeccabile esecuzione chiusura con Rocca e i racconti mitologici su Saturno, la fuga dalle terre laziali, ricompensate con coltivazioni floride attraverso la metafora della cornucopia, ma anche il contrasto con l'anima ambivalente della divinità, fatta di buio e pazzia.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
