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Una Traviata da applausi: quando l'arte porta sul palco le eccellenze cittadine

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VITERBO - Due repliche per minuti infinite di applausi: La Traviata di Giuseppe Verdi ha chiuso la stagione lirica proposta da Mythos Opera festival.

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Una produzione fortemente caratterizzata da eccellenze viterbesi, dall'orchestra Etruria Ensemble al coro Il contrappunto, dalla direzione del maestro Fabrizio Bastianiani (al debutto sull'opera verdiana) al regista Massimo Bonelli, dalle scuole coinvolte (sia quelle di danza Tersicore e Scuola d'arte Viterbo che l'Istituto Orioli), fino al protagonista, il giovane e bravissimo tenore Alessandro Fiocchetti, debuttante nel ruolo di Alfredo Germont.

Un insieme che ha raccolto sold out e complimenti, per una delle opere più amate del repertorio verdiano.

Prima dello spettacolo, i saluti dal palco dell'organizzatore, il maestro Gianfranco Pappalardo Fiumara, che non ha nascosto la soddisfazione nel dare opportunità a giovani promesse del luogo, affiancate a grandi nomi della lirica, accompagnato dal sindaco Arena e dall'assessore De Carolis, entrambi soddisfatti della risposta del pubblico e della formula vincente, con l'annuncio che si tratta solo di un arrivederci.

E' il momento di alzare il sipario, la storia d'amore tra Violetta e Alfredo, impetuosa e sofferente sta per abbracciare gli spettatori, accompagnata dalla pomposa ed elegante musica di Verdi. 

Alessandro Fiocchetti conquista il palco con un filo di emozione, che vince immediatamente facendosi portare per mano da una impeccabile Kinga Krajnik, la sua Violetta. Il palco diventa la ribalda, recita con i gesti, le espressioni del volto e la sua voce limpida, segno di tanto studio, svolto con umiltà ed impegno.

Conquista la ribalta ad inizio del secondo atto, quando Alfredo, interpretato dal tenore, è il protagonista unico sul palco, concentrato e preciso. e strappa ancora applausi, meritati.

Una perla che ben si unisce alla performance del coro, meravigliosa, anch'essa recitata a dovere, e degli altri professionisti. Alla fine applausi per tutti, coro, corpo di ballo, solisti, raggiungi dal maestro Bastianini, che rilancia gli applausi all'orchestra che si trova nella buca, e il regista Massimo Bonelli, insieme allo staff tecnico.

L'unica pecca è stata la musica troppo forte in platea, molto probabilmente dovuta alla mancanza di un muretto sopra la buca, infatti è presente una ringhiera che rischia di non impattare la potenza delle note, che invece sono arrivate in modo armonico nei piani superiori. Forse questa è una questione che andrà rivista in futuro, ed è relativa alla struttura. Per quanto riguarda La Traviata all'Unione, sono stati due giorni di bella e grande musica, che questa città vuole ed è pronta sempre ad accogliere.

Teresa Pierini