E' seguito il discorso del vescovo, incentrato sull'unione cittadina, sulla forza dei viterbesi che va oltre alle figure istituzioni, i vescovi e i sindaci passano, la città rimane, ha detto, citando Papa Giovanni Paolo II nello storico "damose da fa" con cui incitò i romani. Il discorso fornito dalla Curia è riportato integralmente in chiusura di questo articolo.
Al termine è partito il corteo, al suono delle chiarine, dei tamburi e delle campane del duomo, seguito dalle associazioni, dal clero e dagli amministratori, presente il sindaco Arena, i senatori Battistoni e Fusco, l'assessore regionale Troncarelli, il presidente della provincia Nocchi, assessori e numerosi consiglieri.
Come sempre i Facchini hanno portato a spalla il cuore della Santa fino al Santuario. Tra le associazioni ha sfilato anche il gruppo di messaggeri di Lux Rosae, che questa mattina è partito da Arezzo per la staffetta benefica.
T. P.






























Questo il discorso integrale del vescovo:
Amiamo Viterbo. Annualmente la processione del Cuore di Santa Rosa ci permette di far nostro, nella vita quotidiana, l’amore di Santa Rosa per la Chiesa e la Comunità civile di Viterbo.
Lei giovane, donna, non colta e per giunta malata, sente il dovere cristiano e civile di impegnarsi per la propria Comunità: percorre Viterbo con la Croce in mano invitando tutti a lasciarsi raggiungere dall’Amore di Dio e impegnarsi in una vita cristiana esemplare; aiuta con il poco che ha i più poveri, condivide con loro il pane quotidiano, sfidando i rimproveri del padre; il suo esempio stimola i Viterbesi ad opporsi alle truppe di Federico II e a ritrovare una rinnovata libertà.
Oggi Rosa ci dice: “Amate la vostra Chiesa, la vostra Parrocchia, la vostra Città”.
Amate la vostra Comunità parrocchiale, siate attivi e protagonisti nella vita della vostra Parrocchia. Annunciate con il vostro esempio l’amore di Dio per tutti, coinvolgete i lontani con il vostro esempio e la vostra attività.
Creiamo tutti Comunità accoglienti, dove nessuno si senta escluso e giudicato: ma sono un irregolare, vieni con me in Parrocchia; sono divorziato … vieni con me; sono 10/20 anni che non metto piede in chiesa… vieni con me; ho litigato con il Parroco… vieni con me.
Creiamo, sull’esempio di Santa Rosa, Parrocchie così: famiglie dei figli di Dio, cementate dal Cristo e dal suo Vangelo; case aperte, invitanti, con il fuoco sempre acceso e il nostro buon pane e l’ottimo olio sempre presenti: chi viene potrà dire: Mi sono trovato bene e … domenica torno e ci porto gli amici.
Amiamo la nostra Città di Viterbo: sentiamo la gratitudine per la bellezza dei nostri monumenti e opere d’arte, dono di chi ci ha preceduto, ma anche impegno per noi nel tramandarle alle nuove generazioni.
La Città è nostra!
C’è l’erba per le strade… ciascuno ripulisca la propria strada. Ci sono le scritte… cancelliamole. Facciamo a gara a rendere bella e decorosa la nostra Città con piante, fiori e con tutto ciò che più testimonia il nostro amore per Viterbo.
Abbiamo poveri e accattoni: insieme impegnamoci per aiutarli ad uscire fuori dalla loro situazione.
Abbiamo persone disabili: aiutiamo le varie associazioni per provvedere loro un futuro migliore; mamme generose lo stanno facendo: non lasciamole sole.
Non c’è lavoro: aumentano coloro che lo perdono a 40/50 anni; i nostri giovani sono mortificati per la mancanza di prospettive nella vita… impegnamoci, con l’aiuto delle Istituzioni e delle Banche, per creare opportunità nell’agricoltura, nel turismo, nell’artigianato… e così via.
Facciamo rete tra produttori e consumatori: nei nostri negozi, ristoranti, alberghi… valorizziamo l’eccellenza dei nostri prodotti: olio, vino, carni, salumi, frutta, verdura… aumenteremo la produzione e creeremo opportunità di lavoro.
Amiamo Viterbo e diamoci tutti da fare per rispondere alle varie emergenze e difficoltà.
Chiedo scusa, ma dobbiamo convincerci che i vescovi passano, gli amministratori passano ma… Viterbo rimane, noi rimaniamo e dobbiamo diventare registi della nostra vita e artefici della nostra rinascita: non possiamo aspettarci, passivamente, tutto dalle Istituzioni.
Herman Hesse diceva che ogni celebrazione o evento importante porta con sé l’incanto di un nuovo inizio: vorrei che la processione del Cuore di Santa Rosa ci aiuti ogni anno a sentirci responsabili, tutti, delle nostre Parrocchie e della nostra Città; impegnati, tutti, nel renderle migliori…
Giovanni Paolo II, in un romanesco alla polacca, diceva: “Romani, volemose bene e damose da fa’”;Viterbesi, volemose bene e damose da fa’: evitiamo divisioni, contrasti, sterili protagonismi; le differenze culturali e di appartenenza politica sono una ricchezza se convergono nel realizzare un progetto comune e condiviso che ciascuno arricchisce con la propria sensibilità culturale e politica, altrimenti creano solo difficoltà e consumano le tante energie positive, rendendo peggiore la vita di tutti e lasciando i problemi non solo irrisolti, ma ingigantiti.
Viterbesi, volemose bene e damose da fa’!
Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo