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Il giro delle "sette chiese": iniziata, con tanta emozione, la lunga giornata dei Facchini di Santa Rosa

VITERBO - Tanta emozione, già previdibile nel pensiero di dedicare il Trasporto 2018 ai caduti della Grande Guerra, di cui 650 viterbesi, tra cui molti Facchini, pensando però alla ripresa, alla fine del conflitto e al ritorno al Trasporto della Macchina, quel 3 settembre 1918, di cui si festeggia il centeranio (la gallery delle foto prosegue al termine dell'articolo).

Legame a doppio filo con "i ragazzi del '99", ricordati al tempietto, insieme alle associazioni combattentistiche e d'arma, con la deposizione della corona, quella del Sodalizio ma anche quella del Comune.

Emozione per tutti i Facchini che non ci sono più, primi fra tutti Gemini e Febbraro, ma anche chi Facchino non era, Nicoletta Ascenzi, ma che di fatto viveva come loro il 3 settembre vicino al fratello Raffaale. E' proprio l'ideatore di Glora che, in lacrime, chiede ai suoi "fratelli" in divisa bianca e rossa di farla sentire vicina, con la loro forza.

Emozione per Giovanni Arena, neo sindaco, figlio del primo cittadino, Salvatore, che nel 1967 vide fermarsi il Volo d'Angeli di Zucchi.

Emozione per gil abitanti di Fontanarosa, ospitatati dal Sodalizio per esorcizzare la loro Macchina, sempre alta 30 metri ma in paglia e con la Madonna in cima, che il 14 agosto si è fermata, appoggiandosi ad un palazzo. "Rialzatevi e riportatela più in alto di prima" gli ha detto il presidente Mecarini.

Emozione per Lorenzo Celestini, che in una valigia dei ricordi, appena ricevuta e ritrovata dopo anni, ha rivissuto l'albore del Sodalzio, merito di papà Nello, il suo ideatore, che proprio nella valigia ha riposto articoli, appunti, foto, e anche la bozza del primo atto dello statuto, redatta dall'avvocato Rosario Scipio in una delle tante riunioni al Pilastro, all'interno della discoteca Snoopy.

Emozione per il brano tratto da "Storia di un bersagliere e del suo reggimento" e da una lettera di un fante, Filiberto Boccaccio, letti da Stefano Nazzaro, con tutto il dramma della guerra ma anche l'enorme attaccamento alla Patria e ai valori.

Tante le emozioni andate in scena oggi al Teatro dell'Unione, e forse non poteva esserci luogo migliore, per un raduno dei Facchini diverso, sicuramente più barocco e meno pragmatico, ma certamente carico intensità.

Dal teatro viterbese è iniziata la sfilata lungo la città, davanti la Banda di Vejano e il suono "la sera del 3", poi le autorità, il Sodalizio e tutti i Facchini. Un  primo abbraccio tra la folla, ancora poca quella presente, che per conquistare la prima fila è comunque giunta già ieri sera e stamani presto, e ricevere la benedizione e il saluto nelle varie chiese, fino al Santuario di Santa Rosa, presente il vescovo, ultima tappa prima della "merenda" al boschetto dei Cappuccini.

Da lì partirà di nuovo la formazione, verso la mossa, il primo Sollevati e fermi e il Trasporto di Gloria, la sera più bella e più attesa a Viterbo.

Noi saremo sul percorso, vi lasciamo con la diretta dell'intero Trasporto, che avremo poi modo di raccontare.

Evviva Santa Rosa.

Teresa Pierini