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"Non solo la Ciociara": la presentazione del libro di Olmi è un omaggio a tante donne vittime di guerra

VITERBO – La seconda pubblicazione di Silvano Olmi, "Non solo la Ciociara", è stata presentata ieri pomeriggio in una Sala Regia colma di pubblico, inserita nella rassegna "Noi noN ci arrendiamo", voluta dall'amministrazione comunale, ed in particolare dalle assessore donne, per ricordare l'importanza della Giornata contro la violenza sulle donne. Presenti il sindaco Arena e l'assessore Sberna, entrambi intevenuti con un saluto, gli assessori Contardo e de Carolis, i consiglieri Achilli, Erbetti e Notaristefano.

Il libro del giornalista tarquiniese, presentato da Sabrina Mechella (Reteluna.it) e Teresa Pierini (latuaetruria.it), ha portato in evidenza le brutali violenze subite dalle donne al termine della Seconda guerra mondiale, violentate e talvolta uccise dalla truppe coloniali africane, soprattutto marocchini, nigeriani e senegalesi, in forza nell'esercito francesce, in Italia a supporto degli alleati.

Una triste storia descritta da Moravia e successivamente nel film La ciociara, con la straordinaria Sofia Loren. "Non solo la Ciociara" racconta con documenti storici e testimonianze autentiche che quei tristi fatti avvennero anche bel oltre il frusinate; nella Tuscia risultano violentate 70 donne, dai 12 anni in su.

La discussione ha messo in evidenza come spesso il brutale uso della violenza carnale è stato usato durante e dopo i conflitti come atto di pulizia etnica, ripetuti fino alla guerra nella ex-Jugoslavia e prima in Renania, in terra tedesca, già nel 1919, martorizzata anche dopo il 1944 dall'Armata Rossa, con almeno un milione di donne violentate. 

Un secolo di storie ripetute, che oggi spesso sconfinano tra le mura di casa, registrando troppi casi di femminicidi perpetrati da ex mariti o fidanzati. Per descrivere il dramma della violenza, specie quella di gruppo, è intervenuta la psicoterapeuta Viviana Macciocca, in grado di portare una testimonianza professionale sui danni fisici e morali che subisce una donna.

In conclusione è stato il senatore Signorelli a ricordare la battaglia per il riconoscimento delle vittime presso il tribunale dell'Aja, esattamente come avvenuto per le donne violentate durante il conflitto in ex-Jugoslavia. Ad oggi migliaia di donne, ormai quasi tutte scomparse, non hanno visto il riconoscimento dei danni di guerra subiti dall'esercito "alleato". Un battaglia che il libro di Olmi, e una maggiore attenzione dei media, potrebbe aiutare.

A supporto Emanuele Ricucci, giornalista, che dopo aver realizzato una recensione sulla pagine nazionali de Il tempo, ha lanciato l'idea di intestare una via alle vittime delle marocchinate in ogni paese della provincia, partendo da Viterbo, e magari la realizzazione di un monumento. Da lui anche la promessa dell'interessamento di Vittorio Sgarbi, che come sindaco di Sutri potrebbe essere il primo a realizzare la proposta.

L'incontro si è concluso con il classico firmacopie, un frase dedicata su un libro assolutamente da leggere, per conoscere il nostro passato e non ripetere mai più gli stessi errori.

T. P.