Nasce così la "stazione sciistica della Tuscia", o forse al massimo slittinistica, pur sempre affascinante per un pieno di risate ai più piccoli. Gli slittini sono protagonisti, basta raggiungere una discesina, un dislivello e il gioco è fatto, si sale e si scende un'infinità di volte, su una neve ancora integra, morbida, perfetta per giocare.
I più grandi azzardano qualche salto con lo snowboard e tanti, tantissimi passeggiano, anche con il proprio amico a quattro zampe.
Impossibile trovare un posto a tavola al ristorante, sold out anche questo, come il parcheggio.
All'interno della Faggeta sono evidenti i segni lasciati dal peso della neve, molti rami si sono spezzati e qualcuno è addirittura caduto, strappando le proprie radici dal terreno e adagiandosi disteso, insieme alla neve caduta. Lungo la strada gli stessi segni, alberi caduti ma in questo caso sistemati dagli operai della Provincia, che martedì avevano chiuso l'accesso non solo per liberare la neve dall'asfalto, ma anche per tagliare i rami caduti sul ciglio stradale.
Dalla torretta lo spettacolo è meraviglioso, con un contrasto straordinario tra la neve attaccata agli alberi e i paesi sotto, primo fra tutti Soriano con la sua Rocca, puliti e scaldati da un tiepido sole invernale.
Domani sarà di nuovo una giornata di festa, se il sole illuminerà i Cimini la Faggeta sarà presa ancora d'assalto, per una giornata di neve fuori programma tutta da vivere.
Teresa Pierini



.






