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Aperta la Porta Santa: un anno di preghiere alla Madonna Liberatrice

VITERBO - Aperta la Porta Santa: con il gesto simbolico di spingere le pesanti porte dell'ingresso centrale della chiesa Santa Maria della Trinità, il vescovo Lino Fumagalli ha ufficialmente avviato l'anno santo, dedicato al 700° aniversario della liberazione della città, tradizionalmente dagli inferi, per mano della Madonna Liberatrice, veneratissima a Viterbo.

Tutto è iniziato con la processione delle autorità religiose dal convento degli agostiniani alla piazza, dove centinaia di fedeli erano ad attendere. L'arrivo del vescovo davanti alla Porta ha dato il via alla cerimonia, dopo la benedizione e un piccolo momento di suspence per la difficoltà nell'aprirla. Un pizzico di aiuto e le due pesanti ante in legno si sono spalancate, permettendo a monsignor Fumagalli di raccogliersi in preghiera in ginocchio sull'uscio.

Un gesto simbolico che poi ha permesso a tutti di varcare la Porta Santa e raggiungere i banchi della chiesa per assistere alla Messa.

Il senso della giornata e dell'anno che la città si appresta a celebrare nelle parole dell'omelia del vescovo: "Andiamo indietro di sette secoli, qui c'era una piccola cappella curata dagli eremiti agostiniani. Nel 1320 un'eruzione dal Bullicame, e chissà quale altra fonte sulfurea, riempì il cielo di fumo e lapilli. Sembrava che i demoni fossero usciti per accalappiare le anime. I viterbesi si riunirono davanti questa Madonna e chiesero di essere salvati. Tutto si fermò e successe ancora per la peste e in ogni momento di sofferenza di ciascuno di noi, che sotto questo immagine sacra ci sentiamo protetti.

Oggi è la festa di Gesù presentato al tempio - ha proseguito Fumagalli commentando il Vangelo del giorno - luce che illumina il mondo, chiediamo a Maria di mettere la nostra vita sotto la potente luce di Gesù. 'Io sono con voi' sono le sue parole, un progetto di amore che va calato nella realtà di ogni giorno.

Il vescovo sottolinea poi la durezza dei numeri, quelli della vita di tutti ma anche della Diocesi, con i sacerdoti che calano ogni anno, i conventi femminili che chiudono, lasciando però spazio alla speranza: "Questo non ci si deve scoraggiare perché dopo la notte sorgerà l'aurora. Iniziamo questo anno giubilare con una profonda gratitudine, quella che da sette secoli fa parte della comunità. Preghiamo per i sacerdoti, per padre Mario che sta attraversando un momento difficile, e per tutti noi".

Al termine della Messa e un attimo prima della preghiera alla Madonna Liberatrice, le parole del priore, Padre Juraj Pigula, che ha ringraziato il vescovo, il sindaco e il vice prefetto, tutti i confratelli, le suore e i fedeli presenti: "Grazie per questa continua vicinanza. Come avete visto siamo in fase di restauro, dispiace non sia stato fatto prima ma i tempi della burocrazia sono questi. Oggi inizia un anno di grazia e perdono e anche il restauro della chiesa come comunità, 'restaura l'immagine alla quale sei stato creato' avrebbe detto Sant'Agostino. Rinnoviamo l'immagine di Cristo dentro di noi in questo anno, in cui ringraziamo la Madonna protettrice di Viterbo. Siamo certi che aumenteranno fede e legame con la città e tutte le parrocchie. Speriamo che tra un anno la chiesa sua davvero più bella e invochiamo la Madonna liberatrice, chiedendo la benedizione di città e cittadini. Buon anno giubilare a tutti".

Al termine della cerimonia un momento conviviale, tra la Sala del Trecento e quella del Cenacolo, all'interno del bellissimo chiostro del complesso agostiniano.

Teresa Pierini