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Quattro ore di preghiere alla protettrice della Diocesi: la processione della Madonna della Quercia

VITERBO - Quattro ore di preghiera e raccoglimento, iniziati con il rosario celebrato dal vescovo davanti alla tegola miracolosa che riproduce l'effige della Madonna della Quercia, con in braccio il Bambin Gesù, seguita dalle tappe con preghiera e benedizione davanti ogni parrocchia viterbese.

Un gesto simbolico che è stato accolto il ogni quartiere della città, segno della grande necessità dei fedeli di avere un contatto con la chiesa e i suoi celebranti.

A partire da La Quercia, dove petali di rosa hanno salutato l'inizio del viaggo, fino a Bagnaia, ultima tappa, la piccola processione organizzata insieme Protezione Civile dei Carabinieri, che ha messo a disposizione il mezzo per trasportare il baldacchino, è stata una gioiosa festa cattolica.

Qualche persona lungo le strade, a distanza e con le mascherine, tantissimi alle finestre, molte addobbate con drappi bianchi, celesti e blu. Tanti gli applausi che hanno accompagnato il passaggio, in alcune vie sono apparsi lumini, fiaccole e qualche canto. La gioia più grande per i bambini, anche piccolissimi, come quello di soli 5 mesi in braccio al papà su uno dei terrazzi di via della Caserma.

Le parole scelte dal vescovo Fumagalli sono state di implorazione, preghiera nel fermare il virus, e il ritorno alla vita normale attraverso l'immagine simbolo delle nozze di Cana. E poi i ringraziamenti a chi sta dando il massimo per aiutare i malati, quindi medici ed infermieri, e un pensiero a chi soffre, e sono tanti in questo momento. Dedica speciale a Bagnaia, comunità che quest'anno ha dovuto rinunciare alla processione del martedì dopo Pasqua, gesto devozionale sentitissimo nel paese, ricordato dal vescovo, che prima di tornare in curia ha salutato così i bagnaioli: "Non siete potuti andare dalla Madonna della Quercia, è stata la Madonna della Quercia a venire da voi".

Teresa Pierini