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Rinnovato il Patto d'amore: città e diocesi insieme per chiedere protezione alla Madonna della Quercia

VITERBO - Rinnovato il Patto d'amore, senza la tradizionale processione con le confraternite, il clero e le istituzioni, ma pur sempre con il raccoglimento e la preghiera davanti all'immagine miracoloso della Madonna della Quercia.

Come avviene dal VX secolo, la città si inchina, attraverso il primo cittadino, alla Madonna, insieme ai rappresentanti della diocesi e ai fedeli, per chiedere la protezione. All'inizio fu per la peste, poi nel tempo è diventato un gesto religioso di ringraziamento; in questo 2020, purtroppo, è tornata la necessita di chiedere protezione per l'emergenza sanitaria.

Due addirittura i gesti in questo difficile anno, il primo lo scorso 27 marzo, in piena pandemia, con la consegna delle chiavi della città che oggi son rimaste appese sulla quercia che dal Quattrocento ospita la tegola miracolosa raffigurante la Madonna. Il secondo, come da tradizione, nella seconda domenica di settembre.

Nei vespri la preghiera del vescovo Fumagalli: "Oggi abbiamo di nuovo paura, siamo insicuri e vogliamo implorare la Madonna della Quercia che ci aiuti tutti insieme. Rimbocchiamoci le maniche ed aiutiamoci, facendo quanto previsto in questa emergenza non rispettiamo solo la legge ma facciamo un gesto di cultura verso gli altri, tutti gli altri, ciascuno per la propria parte. Dobbiamo offrire normalità, nei limiti del possibile - ha precisato il vescovo di Viterbo - ritrovando le forme di socialità che ci caratterizzano, come persone e come credenti. Maria ci sarà vicino per porre le basi per un futuro diverso ma che può essere positivo e giovato da valori autentici. Apriamo gli occhi sulla città, quante attività non hanno riaperto? Quanti lo hanno fatto ma vedranno ridotto il lavoro e potrebbero perderlo? Solo essendo solidali potremo farcela, l'inventiva è frutto dell'amore di Dio, un patto d'amore impegnativo, solo così limiteremo i danni e ne usciremo più forti e più maturi. Impegnamoci con generosità e coraggio a fare delle nostre comunità un luogo di ascolto".

Il tradizionale rinnovo del patto d'amore si è formalizzato con la lettura della pergamena da parte del sindaco, poi firmata sia dal primo cittadino che dal vescovo. 

"Lo scorso 27 marzo con un atto non retorico ma profondamente sentito, ho voluto rinnovare in forma straordinaria il Patto d'Amore, riconsegnando le Chiavi di Viterbo aIla Madonna della Quercia, Custode della nostra città e Patrona della nostra Diocesi, in un momento particolarmente difficile per l'intero pianeta.

Eccoci finalmente di nuovo insieme - ha letto Arena - come i nostri Padri, in ringraziamento della tua continua protezione, affidiamo solennemente a Te, carichi di speranza, il nostro futuro. Questo non significa derogare alle nostre responsabilità ed al nostro impegno! Oltre a tutti gli sforzi umani che ognuno di noi ha fatto e farà, è importante per le radici cristiane, identità e matrice culturale di Viterbo e dell'Europa, così fortemente colpita in questo momento, invocare la protezione amorevole di chi, nella storia di Viterbo, ha avuto un posto cosi speciale nel cuore, nell'amore e nella devozione di migliaia di viterbesi e non solo.

Ricordo il significato delle Chiavi donate dal Comune alla Madonna della Quercia, che rappresentano i cinque valori su cui ripartire e su cui ricostruire, ognuno il proprio futuro e insieme, il futuro della nostra città: l'accoglienza, per ricordarci che siamo da sempre una città crocevia ed incontro di pensieri e culture diverse; la verità, monito alla giustizia, che ci rende tutti uguali e tutti responsabili del bene comune; la memoria, identità di un popolo fiero che ha sempre lottato, e quando è caduto si è sempre rialzato; la libertà, diritto inalienabile di ogni persona, che in questi giorni difficili stiamo imparando a non dare per scontato e a vivere con pienezza, nel rispetto e nella salvaguardia dell'altro; la ſede, lo sguardo che  trascende noi stessi e che riconosce in Dio quel Padre che non abbandona mai i suoi figli e gli mostra quei valori che rendono l'uomo veramente uomo".

Vescovo Fumagalli e sindaco Arena hanno poi acceso due lampade votive perenni, che illumineranno per sempre, con la loro fiammella, i due lati dell'altare, per ricordare il gesto comune civile e religioso di devozione verso la Madonna della Quercia.

Alla cerimonia religiosa erano presenti figuranti corteo storico e musici del Pilastro, Gonfalone della città con la rappresentanza della polizia locale, comandante della Stazione Privinciale Carabinieri, col. Adnrea Antonazzo, l'assessore De Carolis e Andrea De Simone, per Confartigianato, da sempre vicino alle iniziative della parrocchia e della Pro Loco Viterbo, che ne cura il lato culturale. Tra i confratelli anche il consigliere Scardozzi.

Teresa Pierini