Ogni contrada lavora mesi per presentarsi al pubblico, sempre più numeroso, con una sfilata sempre più bella, che va oltre al corteo storico, perché nasce da un lavoro filologico su costumi ed usi, con l'aggiunta di dettagli storici e mitologici da applausi.
Rocca, Papacqua, Trinità e San Giorgio hanno portato in scena, insieme, quasi 800 figuranti, presentati da Maurizio Annesi e Roberta Cannata, entrambi rigorosamente in costume d'epoca.
In piazza, una via l'altra, ciascuna contrada ha portato un pezzo della sua storia, che affonda sia nel Medioevo che nel Rinascimento, trovando i punti di forza, che sia la presenza importante del cardinal Madruzzo, gli sbandieratori con i musici, o la storia mitologica del drago ucciso da Giorgio, entrato a far parte della storia stessa di Soriano. Particolarmente emozionante e coinvolgente il ricordo del triste momento della carestia, portato in scena con il suo carro di morte dalla contrada San Giorgio, subito sconfitta dall'abbondanza, piena di gioia, trascinata dalle risate e dai giochi dei bambini.
Grande attenzione per i dettagli, le stoffe utilizzate, i copricapo, le scarpe, lo stile con cui marciare orgogliosi lungo le vie del paese: tutto studiato nei minimi particolari dalla giuria, che al termine si è messa al lavoro per assegnare il voto, ciascuno nella propria categoria di competenza. I giochi sono ormai fatti ma il risultato sarà ufficializzato nel fine settimana.
Le premiazioni non sono mancate, come la presenza delle autorità nella tribuna d'onore. Assegnato il premio per il miglior addobbo, per i giochi popolari, alla contrada Rocca, il Palio, andato alla Trinità come il miglior cavaliere e il premio Micci, mentre l'arciere più bravo è stato di San Giorgio.
La sfilata si è conclusa con la banda di Soriano nel Cimino e il carro del riccio, simbolo della festa, e dalla rappresentazione del drago sconfitto da San Giorgio, mentre tenta di prendere la fanciulla destinata al sacrificio, che si salva e si allontana a cavallo.
Uno spettacolo che incanta da tempo Roberta Cannata, giornalista ed inviata de La vita in diretta: "Soriano dal 2020 è nel mio cuore, dopo un servizio per Rai2 ho scoperto un paese fiabesco e non solo per la sua bellezza. La festa è una fedele rievocazione e mi colpisce la gioventù, attiva e disponibile, anima di questa sagra. Ringrazio Antonio Tempesta, un professionista ma soprattutto una persona di cuore, il sindaco e tutta l'organizzazione. Sono felice di esserci e aver vissuto anche la sera della benedizione, che è davvero speciale".
Anselmo Cianchi e Teresa Pierini