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Dies Natalis segna il passo: promossa a pieni voti

VITERBO - La bellezza era evidente già dal bozzetto, serviva una prova sul campo, quella nel tratto più stretto per confermare anche la "portabilità" di Dies Natalis. La bravura del Sodalizio Facchini di Santa Rosa ha fatto il resto: non resta che aspettare il 3 settembre per segnare l'ennesimo trionfo.

Ideata dall'architetto dei record, Raffaele Ascenzi, prima facchino, poi ideatore di ben tre Macchine di Santa Rosa, ha fin da subito mostrato una bellezza ammirabile sia la sera, quando luci, fiamme vive e led la renderanno unica, che di giorno, merito di un gioco di colori che vanno dal grigio all'argento, simili a quel peperino che brilla alla luce del sole. Per lui, come per il team dell'Impresa Fiorillo, una mattinata di lavoro, fatta di controlli e verifiche sul campo, quindi tra le vie della città.

Una mattinata speciale per i Facchini, convocati nella formazione dello scorso Trasporto per provare il tratto più complicato, più stretto. Una prova che viene fatta dal lontano 1968, dopo che il Volo d'Angeli di Zucchi si fermò in via Cavour si comprese che era fondamentale verificare tenuta ed elasticità della Macchina, specie in quel tempo, quando la tecnologia non era come quella odierna. Come racconta un Facchino di allora presente questa mattina, furono ben 3 le prove, su tutto il percorso, compreso il ritorno a spalla a San Sisto, che era di fatto il cantiere base.

Oggi i calcoli sono praticamente al grammo, della struttura si può verificare tutto al computer, ma il 3 settembre sono 100 uomini a diventare il motore e la prova del "traliccio" è sempre fondamentale dopo la prima costruzione. Dies Natalis, poi, è più larga al centro rispetto alle ultime Macchine, e il passaggio tra i tetti e gli spioventi del Corso diventa un'incognita da verificare. A terra si notano già i segni degli spostamenti, realizzati da Sandro Rossi, un rito che si ripeterà la notte prima del Trasporto.

Fascia rossa in vita, scarponi d'ordinanza, ciuffo o spalletta a seconda del ruolo, i Facchini sono già "tutti d'un sentimento" e rispondono alla grande, spostando Dies Natalis quel tanto che basta per lambire e mai toccare i punti più critici.

I balconi sono già pieni di viterbesi curiosi, e una volta per tutte ricordiamo che allungare le mani per toccare la Macchina non è solo inutile ma dannoso, e stamani l'unico che ci ha provato porterà con se il grido del capofacchino per molto. Lungo il percorso tantissima gente, alcuni turisti increduli nel comprendere come abbiano centrato proprio questa giornata unica per Viterbo.

Dies Natalis ha superato la prova, al passo deciso imposto da Rossi ai Facchini, rallentato solo nelle fasi più delicate, la Macchina si è svelata e torna in cantiere per gli ultimi ritocchi. Delle tre Rosine era installata solo una, la centrale, mancava quella alla base, il "passaggio" nella casa del Padre, e quella inginocchiata in cima, ad indicare il regno dei cieli. Tornerà dopo Ferragosto alla "mossa di San Sisto", in attesa del Trasporto la sera del 3 settembre, e sappiamo già che sarà trionfale ed emozionante.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi