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Forza Venite Gente: gioia, amore per il prossimo e perdono sulla via di San Francesco

VITERBO - Allegria, amore per il creato, gioia di vivere: il musical che racconta la storia di San Francesco strappa ancora applausi dopo 44 anni.

Era l'81 e Michele Paulicelli portava alla prova del pubblico il suo musical dedicato al poverello di Assisi proprio dal Teatro dell'Unione. Dopo migliaia di repliche e applausi è tornato ieri sera nella versione aggiornata, con qualche sfumatura nuova, sempre con tanta musica e spettacolo. 

Più di due ore di show fatto di gioia, allegria, infinito amore per il creato e il prossimo, a costituire il puzzle straordinario degli eventi che hanno caratterizzato la vita di Francesco, Chiara, fratelli e sorelle che hanno sposato la causa di povertà.

A fare da filo conduttore il rapporto complesso tra un padre, Pietro da Bernardone (Mauro Mandolini), e un figlio, Giovanni (Michelangelo Nari), passato alla storia e agli altari della santità come San Francesco. Un racconto conosciuito: dal ripudio con la rinuncia agli abiti lussuosi per indossare un sacco di juta, al legame con gli animali, come quello con il lupo (Luca Bacci), la tentazione del diavolo (Francesco Boschiazzo), la lode alla natura, l'amore per sorella povertà (Benedetta Iardella) e il nuovo legame con Chiara (Giulia Cecchini), anche lei decisa a rinunciare tutto per restare al suo fianco, fino alla morte, accettata con la certezza della vita eterna, tutto raccontato in modo impeccabile dalla Cenciosa (Giulia Gallone) e arricchito dai ballerini, fondamentali nella narrazione. 

Andando oltre alla storia è il rapporto tra padre e figlio che colpisce, coinvolge, emoziona, strazia, come nell'umana sofferenza di Pietro, che non comprende le scelte del figlio, in vita, ma andando oltre all'avidità riesce a capire, compiendo quel gesto di pietà straordinario del porgere il pane a Francesco, ormai santo. 

Sentimenti che rendono il musical attuale, nonostante siano passati ormai 800 anni dall'esistenza ad Assisi di un uomo che ha cambiato la storia e la religione, ma anche di chi ha avuto il coraggio di raccontarlo, premiato da decenni di repliche. 

Quell'uomo è Michele Paulicelli, che ieri sera è salito sul palco, dopo il bis con i ritornelli più famosi di ogni scena, e ha salutato il pubblico, evidenziando ancora una volta la bravura dei solisti, che recitano e cantano dal vivo, donando uno spettacolo imperdibile. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi