Una festa organizzata all'istituto Ville Monumentali della Tuscia, diretto da Alessandro Mascherucci, a cui ha partecipato il Ministero della cultura, con il sottosegretario Lucia Borgonzoni, la Direzione Musei Lazio che ha avviato l'iter, con la direttrice Elisabetta Scungio e Marina Cogotti, ex direttore della struttura ed ora responsabile dei lavori, e Massimo Osanna, capo dipartimento per le attività culturali, il Comune di Viterbo con il sindaco Chiara Frontini e il vice Alfonso Antoniozzi, la Soprintendenza Etruria Meridionale con Margherita Eichberg; presente anche la Regione Lazio con il consigliere regionale Daniele Sabatini, il prefetto Pomponio, il questore, le autorità militari, molti studiosi, docenti universitari e direttori, tra cui Costantino D'Orazio e Claudio Strinati, e tanta tantissima gente (sfoglia la gallery per vedere tutti i protagonisti e la Villa che pian piano si immerge nel buio brillando di luce).
Ogni festa che si rispetti parte in musica e l'arrivo dei partecipanti è stato allietato dalla musica, sopra la fontana del Pegaso si esibivano gli Ottoni d'autore, quartetto di fiati, mentre alla fontana del Castoro Enrico Zanisi allietava al pianoforte. Un invito ad immergersi nel barco, la parte libera, da sempre il giardino fresco dei bagnaioli, oggi sistemato con i cartelli illustrativi di flora e fauna, un percorso preciso e un nuovo giro verso le mura del Quadrato, da dove si può ammirare la fontana dei Leoncini, ai più sconosciuta.
Prima di arrivare all'imbrunire, per ammirare anche l'illuminazione, è la volta dei discorsi ufficiali, partendo dal direttore Alessandro Mascherucci, che ha ringraziato tutti, in particolare le colleghe Scungio e Cogotti. "Ogni grande giardino ha un principio che ne rileva l'identità e qui é l'acqua. Acqua, pietra, alberi e architetture dialogano e diventano racconti. Un giardino storico è un organismo vivente, la fine del cantiere è l'inizio dell'impegno per mantenerla" ha concluso.
Presenza governativa con il sottosegretario Borgonzoni, che aveva visitato la Villa in passato: "La presenza di tanti cittadini dimostra come questo sia patrimonio di una comunità - ha precisato -. Nel 2018 dissi che questo luogo toglie il fiato. Ora è da vivere, voi dovete mantenere questa bellezza e bisogna portare i turisti, devono vederla perché non è solo un posto del cuore ma una realtà economica".
Anche per il sindaco Frontini si è restituito un patrimonio ai bagnaioli e alla Tuscia, e ora la storia può continuare. Ha anche precisato come in questo caso i lavori dei PNRR siano stati davvero ben realizzati e ha annunciato la firma del protocollo che inserisce Villa Lante nel biglietto Muvi, a cui seguirà anche Rocca Albornoz.
Si arriva poi agli interventi dei protagonisti, chi ha preso parte al lavoro, dalla fase progettuale a quella conclusiva, partendo da Orlando, direttore generale dell'Unità di missione per l'attuazione del PNRR, che senza nascondere l'emozione confessa: "Insieme abbiamo dimostrato una grande strategia positiva, tutti i nostri bandi sono andati in porto, con proposte ben oltre la realizzabilità. Questo è rientrato in quelli diretti del Ministero, un posto meraviglioso e ne ho visti di lavori finiti, il coordinamento servito qui è frutto solo della dedizione di Marina Cogotti".
E ancora un'emozionata Scungio: "Nel maggio del '24 eravamo sommersi di faldoni, in meno di due anni siamo ad inaugurare, 29 procedimenti, tante gare per progettazioni, appalto lavori e professionisti, lavorando su impianti, verde e architetture. Tutto senza chiudere la Villa, per mostrare al pubblico il lavoro fatto, anche per una comunità che ha diritto di goderne".
Chiamata a più voci, è il momento di Marina Cogotti; "Finisce un percorso e inizia uno nuovo, il mantenimento dei risultati, è quella la sfida. Voglio però fare solo qualche esempio, su qualcosa che è stato segnalato e avete visto: il primo sulla fontana del Castoro, l'acqua è verde, vero, è stata restaurata un mese fa ed ora non possiamo toccarla, per salvare il tritone dobbiamo aspettare un mese perché esca il maschio adulto, come la fontana del Diluvio, dove abbiamo censito più di 200 gamberi, e ancora il bosso che non nasconde bene gli impianti, ma è tutto pensato in quanto proiettato al futuro, quando crescerà sarà tutto perfetto. Anche questo ha fatto parte del lavoro e della salvaguardia dell'ambiente di Villa Lante".
In chiusura Osanna, che ha iniziato il progetto con il ruolo di direttore generale e ora lo affronta come capo dipartimento per le attività culturali: "Quello che conta ora é la manutenzione, con fruizione ed accessibilità a 360 gradi, potendo accogliere tutti, a cui si aggiunge arte e musica come stasera, per riportarla alla fruizione originale".
Il sole inizia a calare, l'illuminazione prende possesso delle sfumature sulle siepi, sulla pietra e soprattutto sull'acqua, donando riflessi mai visti prima. Il pubblico si sposta verso la fontana del Diluvio, dove è in programma uno spettacolo rinascimentale, e qualcuno viene colto anche da quegli "scherzi da prete" che non si vedevano da decenni e che ora zampillano di nuovo. Ogni fontana è illuminata, tutte le parti funzionano a dovere, dando una visione incantata come quella che spinse il cardinal De Gambara, prima, e Peretti Montalto, poi a rendere Villa Lante e il suo giardino italiano così unico e spettacolare, uno su tutti il Quadrato con la fontana dei Quattro mori, eccezionamente visitabile così da vicino da sentirsi immersi nella storia.
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Teresa Pierini e Anselmo Cianchi