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Cina, Lega, Europa: i concetti più importanti nel discorso di Berlusconi

Viterbo
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VITERBO - Si è conclusa la tre giorni di convention organizzata da Antonio Tajani, che ha visto accorrere al Salus Terme forzisti della prima ora e molti giovani, insiene ai parlamentari e ai relatori che hanno tenuto vivo il dibattito. Diversa dal programma la conclusione, che ha purtroppo registrato il mancato arrivo di Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente, rimasto fermo a MIlano per il maltempo. In platea, e il giorno prima protagonista sul palco, il presidente della Lazio Claudio Lotito, seduto vicino all'onorevole Maria Stella Gelmini, mentre i senatori Battistoni e Gasparri hanno optato per il bordo palco, in piedi.

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Europa la parola che ha aleggiato maggiormente, anche se l'intervento di Berlusconi è stato una mano tesa alla Lega, con qualche frecciatina qua e là. "Ai nostri alleati della Lega dico che noi siamo profondamente diversi da loro. Combattiamo insieme la battaglia del centrodestra per cambiare l’Italia ma la nostra non è la battaglia sovranista - ha infatti affermato -. Apprezzo Salvini ma il suo stile non è il nostro e i suoi contenuti non sono i nostri, non si può dimenticare la sua offerta di presidenza a Di Maio. La Lega ha pensato di lanciare un’opa su Forza Italia ma devo dire che questa opa e già fallita". Rassicurante sul piano alleanze: "Se qualcuno guardasse al governo Conte o magari a Matteo Renzi si porrebbe fuori o lontano da Forza Italia. Forza Italia non fa parte del centrodestra. Forza Italia è il centrodestra. Perché lo abbiamo inventato noi e perché senza di noi sarebbe qualcosa di molto diverso. Senza noi ci sarebbe una 'destra destra' senza numeri per vincere ed andare al governo e se ci andasse non sarebbe comunque capace di governare".

Nella parte politica del discorso il Cavaliere ha demolito il nuovo governo: "Crediamo nella democrazia, è nel diritto alla libertà dal quale discendono tutti i nostri diritti, che ci appartengono per natura e non ci vengono concessi dallo Stato, che li deve tutelare e garantire. Se i nostri diritti ci venissero concessi dallo Stato, questi diritti potrebbero essere ridotti o addirittura calpestati. Questa è la grande differenza tra noi e la sinistra, che ci rende inconciliabili con loro. Noi siamo i continuatori, i testimoni, i garanti della tradizione liberale, democratica, cristiana, garantista, della civiltà occidentale e dei suoi principi. Non esiste in Italia una sinistra liberale - precisa - e non credo che Renzi sappia crearla. Se anche Renzi o qualcun altro riuscisse in questa difficile impresa, questo riguarderebbe comunque l’altra metà del terreno di gioco, il centrosinistra".

Guardando verso l'estero Berlusconi ha affrontato la questione colonizzazione in Africa: "Non sottovalutiamo cosa sta accadendo in Africa, con gli africani che se ne vanno e la Cina che colonizza, ai villaggi già costruiti si aggiungeranno presto 9 porti, 15 aeroporti, 34 centrali elettriche e centinaia di migliaia di chilometri di ferrovia e autostrade. Presto sposteranno in quei luoghi tanti cinesi, per rimpiazzare gli africani che vengono spinti a raggiungere l'Europa. Anche per questo lo dico chiaro: i giovani devono guardare a noi che non abbiamo mai indietreggiato".

Europa anche nell'intervento di Antonio Tajani, che ha fatto un sunto della manifestazione: "Questa non è una tre giorni dedicata a problemi interni ma è dedicata a cosa deve fare una grande forza politica per dare risposte a chi non è soddisfatto e non va più a votare. Persone che devono essere tutelate per essere messe in condizione di fare quanto è stato fatto con l'evoluzione dei tempi.

Abbiamo un governo che vuole controllare il transito dei contanti, andassero a colpire sul serio i santuari della malavita, di cui vanno colpiti al cuore gli affari. Il riciclaggio non lo fanno i pensionati, basta con norme miopi che bloccano il cittadino, togliendo libertà.
Riprendiamoci uno spazio che abbiamo sottovalutato, liberiamo chi vuole liberare i propri sogni.

La gente che scappa dalla Siria ha un problema di libertà  - ha precisato l'europarlamentare andando a parlare della situazione internazionale - ci sono un'infinità di cristiani sterminati. Pensiamo all'Africa, dobbiamo liberarli dalla guerra, dalla povertà, dalle malattie, dalle carestia. È là che l'Europa deve intervenire, possiamo mettere tutte la navi in mare ma è necessario intervenire li. Non servono slogan ma azioni e questo lo deve fare l'Europa. Quando ci fu l'attentato a Strasburgo c'era chi voleva chiudere l'Europarlamento, ho detto no, si prosegue con il nostro lavoro, non ci arrendiamo a chi vuole cambiare le nostre regole di vita. Serve sicurezza e supporto alle forze dell'ordine che difendono la nostra libertà, per uno stipendio che somiglia troppo al reddito di cittadinanza.

La democrazia non è quella del web ma il voto - ha concluso pensando alla situazione interna - poche persone hanno preso in ostaggio il popolo che la pensa diversamente. Come si fa a stare la sera con la Lega al mattino col PD, mi viene da dire 'Francia e Spagna purché se magna..." e questo metodo io lo contesto.

L'Europa non è Macron o Merkel ma è la nostra cultura, i filosofi, gli scrittori, le cattedrali... tutto è parte della nostra identità. Come dice Ursula von der Leyen dobbiamo difendere il nostro modello di vita, libertà, centralità della persona, rispetto, religione, è nostro diritto guardare verso l'altro. Dobbiamo avere il coraggio di combattere queste battaglie, così saremo felici. Io sono felice di vivere in questa maniera, faccio politica ma domani posso tornare al lavoro. È stata una soddisfazione essere presidente del Parlamento Europeo, ma è più grande quello che si prova, e voi qui con me lo sentite altrettanto. Dobbiamo crederci - conclude mentre il pubblico di forzisti si alza in piedi -. Grazie per quello che ci avere dato, vi garantisco che continuerò a difendere i nostri valori".

Teresa Pierini