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Un poeta, un uomo semplice dallo spirito libero e nobile: il sindaco Arena ricorda Alfio Panega

Viterbo
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VITERBO - Il ricordo del sindaco Giovanni Maria Arena per Alfio Pannega, a dieci anni dalla scomparsa.

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"Ricordo bene Alfio. Tutti i viterbesi si ricordano di Alfio. E non solo quelli della mia generazione o di quella precedente. Alfio lo ricordano anche i viterbesi più giovani. Quelli che lo hanno conosciuto direttamente o attraverso i racconti dei genitori.

Un viterbese 'viterbese'. Un uomo semplice, umile, buono, generoso. Uno spirito libero e nobile. Che amava la sua città. I viterbesi. Gli animali. I giovani. Amava stare in mezzo ai giovani. E con loro ha scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita.

Ha sempre difeso i suoi diritti, il bene comune, l'impegno civile, portando avanti pacifiche battaglie di giustizia sociale, per la difesa del genere umano, degli animali e dell'ambiente. Alfio era una persona di grande cultura. Un poeta.

Me lo ricordo quella mattina in Comune.Nella sala regia. In mezzo ai giovani. Pochi mesi prima della sua scomparsa. Accanto a lui l'allora sindaco Marini. In rigoroso silenzio abbiamo ascoltato la sua lezione di vita, raccontata dalla sua voce e dai suoi occhi a tutti i presenti. In particolare agli studenti. E sempre in silenzio lo abbiamo ascoltato mentre, a memoria, declamava i versi della Divina Commedia.

Alfio si è portato con sé un pezzo importante della storia della sua e della nostra città. Un pezzo della Viterbo che fu. Ma alcuni suoi insegnamenti, alcuni suoi consigli, qualcuno li ha sicuramente seguiti e coltivati. Magari proprio qualche studente che dieci anni fa era presente a quella cerimonia, e a cui Alfio ha insegnato l'importanza e il valore della cultura.

Domani, 30 aprile, sono dieci anni che Alfio Pannega se n'è andato. E Viterbo lo vuole ricordare con un pensiero e un sorriso. Lo stesso sorriso che lui ha donato a tutti quei viterbesi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo".