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Le mascherine tricolori in mobilitazione continua: "Noi ci saremo: ieri, oggi e domani

Viterbo
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VITERBO - Le "mascherine tricolori" conquistano e incuriosiscono la città, iniziando ad attirare il mondo imprenditoriale che si dichiara sfinito. Alla manifestazione viterbese (autorizzata e regolare) era presente Franco Malè che ha denunciato pubblicamente la situazione di disagio che sta vivendo il settore delle palestre.

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Un centinaio di "sentinelle" in mascherina e bandiere tricolori, un gruppo che si è mano a mano ingrossato e ha attirato l'attenzione dei passanti, che si sono fermati a seguire la manifestazione di protesta.

"Questa è una manifestazione pacifica che ci vede fermi e nel rispetto delle distanze per la salute di tutti - ha annunciato uno degli organizzatori leggendo al megafono la nota nazionale -. Questo di oggi è un atto di libertà, nonostante il clima di terrore voluto da alcuni. La colpa dell'emergenza sanitaria non è dei cittadini, che sono stati impeccabili, ma della politica che ora ci fa morire di fame. Dopo 3 mesi di blocco ci sono milioni di italiani che non hanno visto un euro. La potenza di fuoco vive solo nella fantasia della mente di Giuseppe Conte. E l'oltraggio più grave è stato fatto a chi è in prima linea, con il bonus di 1000 euro per medici e infermieri prima promesso e poi scomparso. Il governo ci minaccia ma non siamo bambini. Gli aiuti servono subito, aspettare vuol dire fallire, specie in settori come la ristorazione e il turismo.

Noi non siamo disposti ad abbassare la testa, voi avete deciso che l'Italia deve fallire e si finisce alla fame. Non lo consentiremo. Parola al popolo e governo a casa - conclude - riibellarsi oggi significa amare la Nazione perché la mascherina non è un bavaglio. Viva la libertà, viva l'Italia".

Franco Malè prende la parola per conto di 20mila palestre in difficoltà: "Nessuno ha visto un euro nel nostro settore. Ci ricorderemo di voi quando si voterà".

Chiude Umberto Ciucciarelli, che affonda il colpo parlando del recente passato: "Abbiamo scelto questa piazza perché ricca di simboli, tra cui il palazzo della Banca d'Italia. Nel '99 ci dimezzarono il potere d'acquisto e oggi ne vediamo il disastro. Francia e Germania hanno lavorato per rovinarci del tutto e lo abbiamo permesso perdendo la sovranità monetaria. Le mascherine tricolori dicono 'noi ci saremo: ieri, oggi e domani', abbiamo un forza che deve portarci ad accogliere tutte le categorie affamate. Questo è il primo sabato dopo il blocco, il primo di tanti altri, chiediamo a tutti di unirsi a noi" conclude annunciando che ogni sabato saranno in piazza, come fatto ripetutamente in Francia dai Gilet gialli.

Teresa Pierini