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L'ordine avvocati viterbesi omaggia la collega curda Ebru Timtikt ad un mese dalla scomparsa

Viterbo
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VITERBO - Tribunale, avvocati e associazioni forensi viterbesi ricorderanno lunedì Ebru Timtikt, avvocato turca di origine curda,  deceduta dopo molti giorni di sciopero della fame.

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L'Ordine degli Avvocati unitamente alle locali associazioni forensi, Camera penale rappresentata dall’Avv. Roberto Alabiso, Camera civile rappresentata dall’Avv. Rosita Ponticello, AIGA rappresentata dall’Avv. Angelo Poli e AIAF rappresentata dall’Avv. Elisa Tosini nonché al delegato dell’Organismo Congressuale Forense, Avv. Luigi Sini, lunedì 28 settembre alle ore 11, innanzi al Tribunale di Viterbo, promuove il ricordo, ad un mese dalla scomparsa, di Ebru Timtikt, avvocato turca di origine curda, impegnata nella difesa dei diritti umani e deceduta dopo molti giorni di sciopero della fame intrapresi durante il periodo di detenzione a seguito della condanna nel 2019, insieme ad altri colleghi, a 13 anni e mezzo di carcere per appartenenza ad un presunto “gruppo terroristico” di opposizione al Governo turco.

L’Ordine, per omaggiarla, esporrà un manifesto da affiggere sulla cancellata all’ingresso del Tribunale dando lettura di un breve comunicato ed osservando successivamente un minuto di silenzio.

La manifestazione, che ha già ricevuto le dovute autorizzazioni, vedrà la partecipazione della Presidente del Tribunale e si svolgerà sulla scala esterna di accesso al Palazzo di giustizia e parte del piazzale antistante avendo naturalmente cura di osservare le disposizioni di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria.

“Riteniamo si tratti di un segnale importante per sensibilizzare anche nella nostra città l’opinione pubblica - ha commentato Stefano Brenciaglia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo promotore dell’iniziativa - nonché l’occasione per denunciare l’inammissibile repressione degli avvocati in Turchia, minacciati, arrestati e condannati a lunghe pene detentive, al termine di processi svolti in violazione dei principi del contraddittorio e del giusto processo, solo perché colpevoli di svolgere in maniera indipendente la loro professione".