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Inquinamento e relative soluzioni: gli atteggiamenti a favore della sostenibilità ambientale a Viterbo e nelle zone limitrofe

Viterbo
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VITERBO - L'inquinamento atmosferico è tra la quarta causa di morte nel mondo e anche in Italia la situazione ha raggiunto il livello di allarme. Ecco una breve panoramica relativa all'inquinamento atmosferico e ambientale nella regione Lazio, con focus sulla zona di Viterbo, e quali atteggiamenti a favore della sostenibilità ambientale possiamo adottare nella quotidianità per limitare l'inquinamento e ridurre le nostre emissioni di C02.

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H2 L'inquinamento in Italia

L'inquinamento atmosferico in Italia ha raggiunto livelli allarmanti, soprattutto negli agglomerati urbani, con focus sulla zona della Pianura Padana, l'area più più inquinata d'Europa. Il nostro pianeta si trova ad affrontare una crisi climatica senza precedenti che ha tra le conseguenze più gravi la distruzione di habitat naturali e degli esseri viventi che li abitano. Dagli anni '70 ad oggi si è assistito a una riduzione del 60% della fauna selvatica: non a caso gli scienziati già da anni parlano di una sesta estinzione di massa, l'unica, nella storia della Terra, a non essere causata da eventi naturali, bensì dall'azione dell'uomo. La spinta all'industrializzazione e al consumismo sta rendendo l'aria irrespirabile con conseguenze devastanti sulla salute umana: sono circa 500.000 i morti provocati ogni anno dall'inquinamento atmosferico, e l'80% hanno luogo in Europa. Nel Vecchio Continente infatti circa 2/3 delle città non rispettano gli standard minimi di qualità dell'aria sanciti dall'Oms.

L'inquinamento atmosferico è infatti la quarta causa di morte a livello globale mentre per l'Agenzia Europea dell'Ambiente (EeaEea) gli agenti inquinanti occupano addirittura il primo posto come causa di morti premature dovute a fattori ambientali. Ogni anno, l'inquinamento atmosferico costa ad ogni cittadino europeo circa 1280 euro: questo cifra è stata inserita all'interno del rapporto Alleanza europea per la salute pubblica, calcolando le spese sostenute per cure mediche e sanitarie e morti premature provocate da agenti inquinanti, in particolare ozono e biossido di azoto.

L'Italia può vantare un ben triste primato in merito all'inquinamento atmosferico con il maggior numero di città nella top ten del costo pro capite più alto in Europa: Milano, Padova, Venezia, Brescia e Torino si trovano tutte all'interno di questa classifica, con Milano che addirittura registra il secondo costo più alto in assoluto, dopo Bucarest, causando un esborso di circa 2800 euro all'anno per cittadino.

H3 Inquinamento nel Lazio e nella provincia di Viterbo

Un'analisi dell'inquinamento del Lazio ci viene fornito dal report Mal'aria di Legambiente che ha certificato la qualità dell'aria all'interno della regione, analizzando le concentrazioni medie annue di polveri sottili e biossido d'azoto, confrontandoli con i limiti medi annui indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Voti insufficienti per quasi tutti i capoluoghi ad eccezione di Viterbo ma è a Roma che si registrano i dati più allarmanti. Nella capitale infatti, per tutti i 5 anni presi in considerazione dall'associazione ambientalista, sono stati superati i limiti di legge relativi in particolare alla presenza di biossido di azoto, maggiormente imputabile alle vetture diesel.

Valori critici sono stati registrati nell'area urbana della capitale ma anche nella zona di Ciampino, Fiumicino e nella Valle del Sacco: in questa zona in particolare il valore giornaliero di particolato PM10 eccede costantemente il limite massimo consentito. Meglio per gli altri capoluoghi di provincia, sebbene nessuna raggiunga la sufficienza, ma è Viterbo che può vantare la migliore qualità dell'aria. Il capoluogo della Tuscia, come certificato dal rapporto del monitoraggio della qualità dell'aria dell'ARpa Lazio, certifica la qualità dell'aria del capoluogo, la migliore in tutta Italia. Il valore delle PM10 non ha mai superato il limite normativo consentito, a differenza di altre città del Nord Italia dove questo limite viene oltrepassato decine di volte nel corso di un solo anno.

H4 Scorie nucleari, il caso della Tuscia

Il Lazio è la regione italiana che presenta il maggior numero di aree idonee ad ospitare rifiuti radioattivi, ma è in particolare l'area della Tuscia, in provincia di Viterbo, a possedere il record di aree idonee, con bene 22 zone (su 67 totali) distribuite all'interno di 8 comuni. Questo è quanto emerge dalla Carta nazionale delle Aree Potenzialmente idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi (Cnapi). Le zone individuate e selezionate nella regione, sono state scelte in quanto rispetterebbero i molti criteri riportati nella Cnapi, ma andrebbero ad aggravare l'inquinamento ambientale di un'area già impattata dai residui nucleari.

Il territorio della regione Lazio ospita infatti due ex centrali nucleari, lo stabilimento di Montalto di Castro, proprio in provincia di Viterbo, e quello di Borgo Sabotino in provincia di Latina. Gli amministratori e i sindaci della regione hanno espresso forte contrarietà all'ipotesi di stoccare residui nucleari nel Lazio, proprio per non aggravare ulteriormente le condizioni ambientali della zona. Nelle aree giudicate idonee verrebbero infatti stoccati circa 78 mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa attività, provenienti da impianti nucleari nazionali, la cui radioattività dovrebbe decadere nel giro di 300 anni.

H3 Come ridurre l'inquinamento: pratiche eco sostenibili

Il problema legato all'inquinamento ambientale e atmosferico riguarda non solo l'Italia ma tutto il mondo: per fortuna esistono diversi atteggiamenti sostenibili che possono contribuire a ridurre l'impatto ambientale. La crisi climatica che stiamo vivendo affonda parte delle sue radici proprio negli atteggiamenti dei singoli cittadini: per questo è dovere di ogni singolo individuo adottare pratiche eco-sostenibili volte a ridurre la propria impronta di C02 sia dentro che fuori casa. Ci sono moltissimi gesti che possiamo compiere nella vita di tutti i giorni per consumare meno energia, ridurre le emissioni di C02 e favorire il pianeta. Una buona pratica è certamente quella di limitare l'utilizzo di veicoli inquinanti, come auto e aerei, preferendo veicoli elettrici e il trasporto pubblico. Altrettanto importante è anche prestare attenzione a quello che portiamo sulla tavola. Le emissioni di C02 provenienti dagli allevamenti intensivi contribuiscono per il 17% all'inquinamento globale, una percentuale pari a quella dell'intero settore trasporti. Ridurre il consumo di carne, così come preferire alimenti biologici e a km zero sono abitudini sostenibili che dobbiamo adottare per il benessere del pianeta. Anche all'interno della nostra abitazione ci sono molte pratiche che possiamo adottare per ridurre il consumo di energia e le emissioni di C02. Cambiare casa può rivelarsi un'ottima occasione per modificare il proprio fornitore di luce e gas, scegliendo ad esempio un'offerta luce e gas green così da sfruttare le energie rinnovabili per i propri consumi di casa. Occorre ricordare che se si trasloca in una nuova casa, mai abitata in precedenza, prima di sottoscrivere una tariffa per le utenze, occorre fare richiesto per l'allaccio di luce e gas. Se invece nell'abitazione è presenta un contatore ancora attivo, dovremo fare richiesta per una voltura delle utenze, così da andare a modificare i dati dell'intestatario delle utenze. Le tempistiche per la voltura Enel non dovrebbero superare i 30 giorni lavorativi, per questo è molto importante precedere per tempo quando si vuole effettuare un trasloco, per evitare di prendere possesso della nuova abitazione senza che le utenze siano ancora allacciate.

Sul mercato esistono diverse app per controllare i consumi domestici, scaricabili gratuitamente sullo smartphone per aiutarci a tenere traccia dell'energia consumata in casa, offrendoci una panoramica precisa delle nostre abitudini di consumo. Se disponiamo di una copertura Tim possiamo collegare l'impianto al wi-fi di casa, ottenendo un aggiornamento sui consumi domestici in tempo reale anche quando siamo fuori casa.