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Battistoni, Gasparri e Mulè su Ucraina, armi, difesa europea e l'importanza militare di Viterbo

Viterbo
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VITERBO - Forza Italia entra nella campagna elettorale, a supporto del candidato sindaco leghista Claudio Ubertini, con argomenti di interesse nazionale, come la difesa, calando il tris parlamentare.

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All'hotel Salus Terme, davanti ad una platea di simpatizzanti, amici ed alleati alle prossime amministrative, sono intervenuti il sottosegretario Francesco  Battistoni, il collega senatore Maurizio Gasparri e l'onorevole Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa. A presentarli e moderare l'incontro i coordinatori Andrea Di Sorte e Giulio Marini.

L'argomento è di ampio respiro "La difesa europea, dalle parole ai fatti", dedicato al mondo militare, molti presenti in sala, sotto gli occhi del senatore Fusco, del candidato Ubertini, che viene più volte chiamato sindaco, e gli alleati di Udc e Fondazione, pronti a presentare una lista unica insieme ai forzisti.

Battistoni ricorda De Gasperi e la sua idea di una difesa comune europea: "Un progetto purtroppo naufragato e oggi stiamo pagando le conseguenze, venivamo dal buio della pandemia e siamo ripiombati nel baratro con la guerra - sottolinea passando poi alla politica locale -: siamo pronti alla battaglia in supporto di Claudio, noi ci siamo e combatterono in maniera leale".

Uno sguardo al passato e uno alla situzione attuale per Gasparri, che ricorda: "Berlusconi ha sempre avuto ragione su molti temi, abbiamo più ragioni di quelle che ci riconoscono, speriamo che ce ne diano atto da vivi! Sul tema di oggi - ha proseguito - rivendico la battaglia per difendere il personale militare, chi sta in divisa deve avere di più perché rischia. Appena arrivati al governo abbiamo rinnovato il contratto che i grillini tenevano bloccato da tre anni. Ora va creata una previdenza integrativa, in difesa del popolo più giovane in divisa. Sulla guerra Russia Ucraina, ribadisco, Berlusconi ai tempi di Pratica di Mare aveva messo allo stesso tavolo Russia e Nato, l'unico modo per evitare quello che accade adesso, quando purtroppo siamo allo scontro. Agli scettici chiedo: all'Ucraina che possiamo mandare? Le pistole ad acqua? - e chiude annunciando la prossima sfida, la difesa del mondo agricolo, oggi diventato davvero primario, con iniziative di supporto -: Basta con il reddito di cittadinanza ma diamo reddito per il lavoro".

Sull'argomento Pratica di Mare è Giulio Marini a ricordare come lui, delegato Nato, si ritrovò allo stesso tavolo con i russi: "Avevano accesso alle stesse informazioni, ottenute in modo diretto, poi è mancato il dialogo e abbiamo visto dove siamo finiti".

Chiusura, ovviamente, con il sottosegretario Giorgio Mulè, che saluta i militari in sala e annuncia sempre più importanza per la città dei papi: "Viterbo è importante per il futuro dei nostri giovani, con due Scuole e il comando Ale, dove c'è la bandiera di guerra decorata sia per valore militare che civile. La Sas assumerà di qui a poco una visione nuova, con percorsi che facciano di Viterbo un polo d'eccellenza informatico e lo faremo con Ubertini sindaco, così come forniremo nuovi elicotteri all'Ale, preparandoci ad assetti militari che non guarderanno più i nostri confini ma ben oltre, per questo serve un'amministrazione che sappia parlare e spiegare il fattore di sviluppo. L'orgoglio, la capacità e la gloria sono a Viterbo e a Viterbo devono rimanere".

Passa poi all'argomento del convegno: "Con la difesa europea ci sarebbe un notevole risparmio in euro, inoltre ricordo che la spesa per investimento militare significa soprattutto dotarsi di tecnologie che hanno approdo nel civile, un euro in spesa militare corrisponde oltre a 3 euro sul territorio. Dobbiamo concentrarci sugli attacchi informatici, in Italia, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato, siamo coperti solo per i 5%, la difesa europea servirà a proteggerci. Ma questo non si può fare con gente che si appiglia per il 2% del pil, che vuol dire passare dai 25 miliardi di oggi ai 33 miliardi di euro, si parla di spese per la difesa non di armi e basta, e all'inizio lo avevano capito pure i grillini, dicendo si, poi al primo sondaggio hanno voltato le spalle.

Chiudo sull'Ucraina, non stiamo armando per aggredire, stiamo mandando armi a cortissimo raggio, massimo 10 chilometri, e non stiamo acquistando nulla ma mandiamo materiale presente nei magazzini, tutte armi per difendere e non certo per aggredire".

Teresa Pierini