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Vaccini: la "libera scelta" dei genitori arriva su FB e si associa anche nel Viterbese

Viterbo
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VITERBO – L'argomento vaccini e scuola è stato uno dei più trattati della settimana, con conseguente panico nelle famiglie e laboratori Asl intasati. Un caso che riguarda tutto il Paese e che coinvolge anche le famiglie viterbesi. Non tutti sanno, però, che da tempo esiste un gruppo che si è riunito virtualmente e sta provando a dare informazioni.

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Si tratta del gruppo FB Genitori di Viterbo per la libera scelta vaccinale e, come è facile intuire, sta lottando per portare in evidenza un'idea diversa da quella nazionale e governativa.

Centinaia i genitori che hanno aderito attraverso un “Mi piace”, e che si sta organizzando per aver informazioni utili alla scelta, che vada oltre dalle voci circolate in questi giorni: “Se non vaccini tuo figlio è fuori dalla scuola”. Nessuna accezione, guai a parlare di no-vax o altro, ma semplicemente il diritto all'informazione.

Tanti i punti messi in evidenza dal gruppo, che si è riunito nell'associazione “Vaccipiano – Viterbo – Libertà di scelta”, che coinvolge ora cento famiglie, raccontati direttamente da una delle mamme, vicepresidente dell'associazione.

“Partiamo dalla circolare ministeriale, che parla di un periodo di transizione di 2 anni – precisa - periodo in cui le Asl devono parlare con le famiglie, spiegare le motivazioni per vaccinare e organizzare l'anagrafe vaccinale, entro il 2020. Solo allora si parla di decadenza dell'iscrizione scolastica. Tutto questo non viene detto, anzi, passa il messaggio contrario. Non solo, dal 1° settembre è stato avviato un protocollo d'intesa tra Miur, Ministero sanità e successivamente, nei giorni a seguire, anche garante della privacy si è espresso per indicare come unico obbligo delle scuole quello amministrativo di ricevere le autocertificazioni e fornire alle Asl esclusivamente gli elenchi degli iscritti”.

L'associazione lancia l'allarme sulle autocertificazioni, che spesso vengono consegnate prestampate dalle scuole ai genitori, solo da riempire e firmare: “La nostra associazione ha un modello che rispetta la legge – prosegue la mamma di Vaccipiano – dove non viene sottoscritto che si provvederà alla vaccinazione ma che si è fissato un appuntamento con la Asl per il colloquio previsto per legge, è necessario verificare quello che si firma”.

L'associazione nasce per riunire le famiglie e dare risposte alle domande ricevute. “C'è molta confusione in questo momento – prosegue la vicepresidente -. Basti pensare alla conferenza stampa di Gentiloni in occasione dell'uscita del decreto, in cui ha detto chiaro e tondo che non esiste epidemia. Dove sta il rischio allora? Ci teniamo a dirlo, non siamo no-vax, siamo per una scelta di rispetto, la libera scelta. Perché dovremmo prenderci la responsabilità di un iter vaccinale di cui non si conoscono in maniera trasparente reazioni ed effetti collaterali, su ciascun bambino l'uno diverso dall'altro? L'appello è alle mamme: leggete i foglietti informativi, i rischi ci sono, informatevi, a noi interessa la trasperenza. Messo come ora per noi è un trattamento sanitario obbligatorio e dove c'è un rischio non può esserci un obbligo”.

Un argomento complesso che alterna il trattamento della salute pubblica a quello dei diritti personali, che non si esaurirà facilmente.

Non solo, andando oltre al discorso delle legge e dal rispetto della stessa, è importane discutere anche del concetto di salute, dei ripetuti appelli a vaccinare per salvaguardare anche i bambini immunodepressi, che verrebbero messi a rischio. La vicepresidente non si sottrae all'argomento, e ribatte: “I bambini non vaccinati non sono degli untori, partiamo da questo. Pochi sanno il rischio portato da chi si vaccina, ad esempio quello della varicella che, come da bugiardino, prevederebbe per il bambino una quarantena per 6 settimane, in quanto infettivo. Non solo, sono tante le informazioni mediche da approfondire, e coinvolgeremo professionisti che potranno illustrare tutte le indicazioni n merito”.

E infine i rischi, argomento molto sentito: “Per ricordare quanto sia possibile che la vaccinazione crei danni basta citare la legge 210/92, legge dello Stato che garantisce risarcimenti ai danneggiati da vaccino. Se lo Stato riconosce il rischio e crea un fondo per risarcire, perché io dovrei affrontare il rischio?”.

Una serie di informazioni che mostrano l'altro lato del mondo sanitario e che l'associazione è pronta ad affrontare con tutti gli interessati, a che attraverso il gruppo Fb.

Questa la versione dei fatti ripotata da un gruppo di genitori, ovviamente la redazione resta a disposizione per qualsiasi replica in merito, considerando al centro la salute dei bambini.

Teresa Pierini