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I commercianti di via Matteotti, sfiniti, chiedono aiuto al Comune: "Risarcimenti e sospensione Tari, altrimenti chiuderemo tutti"

Viterbo
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VITERBO - Sale disperato il grido d'allarme dei commercianti di via Matteotti, che da quattro mesi, causa lavori di sistemazione del piano stradale, non lavorano quasi più.

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I finanziamenti del PNRR nascono per dare un rilancio alla Nazione, anche se non va mai dimenticato che una fetta importante sarà richiesta alla generazione futura, in quanto debito. Se però il rilancio della Nazione deve gravare su chi da anni, e in alcuni casi decenni, alza la saracinesca del proprio negozio forse qualcosa non ha funzionato.

Via Matteotti è un esempio lampante in città: da quattro mesi si stanno svolgendo i lavori di riqualificazione della strada e, come sempre accade, di fronte ad una transenna a poco serve l'indicazione di passaggio pedonale, o negozio aperto, o qualsiasi altro messaggio possa tentare di attirare l'attenzione. La viabilità poi, precisano i commercianti (Federica Villetti, Anna Radicchio, Umane moltif, Imane, Anna Paola Santoni, Giulio Terri, Teresa Izzo), non era molto ben segnalata. Non potendo accedere in auto (atavico problema locale) non ci si preoccupa proprio di arrivarci e si va altrove.

Una decina le attività coinvolte, che vuol dire una decina di famiglie viterbesi. Di queste già alcune hanno chiuso e non sanno se riapriranno mai, altre stanno vivendo quella fase in cui tenere aperto costa molto di più che chiudere, e la scelta diventa quasi obbligata.

"Poteva essere utile instituire il parcheggio gratuito in piazza della Rocca - precisano gli esercenti - così da invogliarli almeno a parcheggiare poco lontano e raggiungerci. Invece il Comune ha aumentato il costo orario, sempre se si trova un posto libero, tra l'altro, e senza considerare il degrado in cui versa la zona". Un tempo era il cuore della città, entrando da Porta Fiorentina, ultimamente non è che sia proprio così bello passeggiare da quelle parti.

I lavori poi sono durati davvero tanto, come aggiungono: "Finalmente stanno accelerando ma per un altro mese avremo ancora l'accesso bloccato, e arriveremo a 5 senza lavorare. E dopo? Non ci saranno più i posti per parcheggiare e torna il problema iniziale. Abbiamo bisogno d'aiuto - concludono ormai disperati - e le cose che chiediamo sono precise: sospensione Tari e un sussidio per il mancato incasso". Una chimera, al momento, le richieste rischiano davvero di cadere nel vuoto, come vuota si presenta una via, commerciale, al centro storico, privata per mesi infiniti dei principali punti di accesso.

Il timore è che la città sarà bellissima (forse) ma per altri, per chi aprirà ex-novo sulle ceneri degli storici commercianti, e per loro rischia di non esistere nessuna Fenice.

Teresa Pierini