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Camilli (Unindustria): “Il Lazio deve proteggere i suoi primati industriali, eccellenza Made in Italy con la produzione di ceramica sanitaria. Soddisfatti per i passi avanti sulla Orte-Civitavecchia”

Viterbo
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ROMA - Unindustria ha celebratro l'assemblea generale degli industriali del Lazio all'interno dell'Auditorium della Nuvola all'Eur.

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Un'assiste iniziata con il Canto degli italiani, cantanto da personale di Unindustria e mostrato in video in sala, e seguita dalla corposa relazione del presidente Angelo Camilli, che ha toccato i tanti punti sul tavolo. "Per noi l'intervento coraggioso e strutturale sul costo del lavoro rimane una priorità: il taglio del cuneo fiscale deve arrivare almeno a 15 miliardi e non essere più messo in discussione ad ogni legge di Bilancio" ha rimarcato segnando subito le priorità e parlando davanti al Ministro Urso, al presidente della Regione Rocca e al sindaco Gualtieri. Tra il pubblico 200 studenti provenienti da 6 istituti della regione.

Le imprese italiane, pur nelle difficoltà, hanno dato il loro miglior contributo alla crescita - ha precòisato ricordando la crescita el Pil dello 0,9% a fronte, ad esepio del record negativo tedesco -. Ora serve accelerare sul Piano Industria 5.0 perché è l'unico vero pilastro di politica industriale capace di attivare gli investimenti per agganciare le grandi transizioni".

Parlando del Lazio non ha nascosto le ambizioni ma nemmeno le difficoltà: "Dobbiamo mirare ad un ambizioso riposizionamento in Italia e in Europa. Le più recenti stime sul Pil del Lazio nel 2023 ci collocano appena sopra la media italiana, ma dopo la caduta del 2020 non abbiamo agganciato il ritmo di rilancio delle altre principali regioni. È un film che abbiamo già visto: l'economia regionale dimostra di avere il fiato corto. Dobbiamo decidere se continuare a perdere terreno o riprendere a correre. Il contributo di Unindustria è quello di proporre un Piano industriale per il Lazio - ha proseguito -: una
piattaforma di temi e obiettivi su cui immaginare le azioni per un salto di qualità decisivo verso la dimensione di 'terra 'impresat che lanciammo due anni fa".

Immancabile l'argomento Pnrr: "Abbiamo apprezzato la revisione del governo che ha rinunciato ad alcune spese incerte e ha puntato sulla spinta innovativa delle imprese. Noi faremo la nostra parte come in tutte le occasioni in cui si scommette sulla crescita. Nei prossimi due anni, però, è necessaria un'accelerazione decisiva per dare prova che i fondi concessi e quelli che pesano sul nostro debito non siano stati l'ennesima distribuzione effimera di risorse".

Per questo Camilli si aspetta una vera riforma della PA e della giustizia, ancora troppo indifferenti al destino delle imprese: "Non chiediamo trattamenti di favore, ma semplicemente più competenze, regole chiare e tempi certi. Sul tema della semplificazione, abbiamo grande fiducia nella riforma degli incentivi alle imprese proposta dal ministro Urso: razionalizzare le attuali 2 mila agevolazioni e snellire le procedure possono essere leve fondamentali per spingere l'innovazione nelle direzioni più strategiche. Serve, poi, più coraggio sulla concorrenza. Sono tutte riforme che servono al Paese, più che al Pnrr. Dobbiamo passare dal 'ce lo chiede l'Europa' al 'lo vuole l'Italia'".

L'occasione sono le europee di giugno: "Dopo le elezioni sarà fondamentale un Industrial act per sostenere le grandi trasformazioni verde e digitale con la contemporanea emissione di Titoli sovrani europei, come suggerito anche dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. Per la sola transizione green servono 3.500 miliardi, di cui 650 in Italia. Il Centro studi di Confindustria ne ha stimati addirittura 1.100 per la nostra economia. Le imprese europee, ed in particolare quelle italiane da sole non potranno mai farcela, soprattutto se l'ideologia prevale sulla realtà, come accaduto per le decisioni sulle politiche ambientali. Abbiamo bisogno di un'Europa che, con obiettivi chiari e credibili, sia meno concentrata a vietare e più orientata a promuovere lo sviluppo strategico attraverso tutte le migliori tecnologie disponibili. È quello che proponiamo nel documento di Confindustria Fabbrica Europa che - ha concluso Camilli - abbiamo costruito con un impegno vero di sistema e che presenteremo ai candidati alle elezioni europee nelle prossime settimane. Pensiamo che l'Italia debba sostenere con forza questi temi nell'agenda del nuovo governo europeo. Vogliamo credere in un'Italia orgogliosa del suo Dna industriale".

Prima del dibattito con il sindaco Gualtieri e il presidente Rocca, la parola è passata al Ministro Urso, che ha toccato molti argomenti, partendo dal settore automobilistico: "Serve almeno un secondo produttore di auto nel nostro Paese. dove è necessario produrre almeno 1 milione e 300mila veicoli, un obiettivo più ampio del milione di auto dell’obiettivo di produzione indicato da Stellantis" annunciato di aver avviato anche un tavolo per contributi e finanziamenti sulla rottamazione, che vadano però a famiglie più  bisognose e non più a pioggia.

Il ministro ha poi ricordato che il governo punta sull'indistria, e lo ha dimostrato ripristinando il G7 sul'industria che non si svolgeva da 7 anni, toccando argomenti come miniere, energia, base per il turismo spaziale nel Mezzogiorno, blue economy,