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Lettera aperta a Sgarbi: "Dall'ennesimo show da deputato all'ectoplasma come sindaco"

Provincia
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SUTRI - Riceviamo e pubblichiamo la lettera del giornalista Rai Giuseppe Carrisi, cittadino sutrino, che scrive al sindaco ma anche al deputato, dopo l'ennesima "uscita" pubblica. Un'uscita, stavolta, a forza, portato di peso dai commessi della Camera.

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"Egregio signor Sgarbi,

dopo l'ennesimo ignobile spettacolo da Lei offerto, mi vedo costretto a (ri)prendere tastiera e computer per esprimere il mio sentimento di grande disagio nell'associare il suo nome alla figura di sindaco di Sutri. Non è certo la prima volta che Lei dà sfoggio della sua innata signorilità, attaccando in maniera violenta, volgare, meschina chiunque le capiti a tiro.

Le è capitato nei mesi scorsi, in piena emergenza sanitaria per l'epidemia Covid, quando si è scagliato governo, medici e scienziati per le misure anti-virus. Cito testualmente, a futura memoria: 'Non c'è un ca***, dovete andare a fare in c***, chi ca*** è Conte? Un consiglio di cogli*** che dice quello che devo fare io. Casalino parla del Da virus... Io non scherzo, spero che mi ascoltiate molto, sono un zucche vuote, capre. Questo è il capravirus che ha preso il loro cervelli del ca***'. Ed ancora. '.. è solo "un'influenza". "Chi ca*** è Burioni? Chi ca*** è Pregliasco?". "Non credo a questa gente. Questo è il virus del buco del c***'.

Poi, ha invitato i cittadini di Sutri alla disobbedienza civile. Vergognoso – come ho già avuto modo di dirle in una mail – perché fare dei proclami del genere è da irresponsabili. Da incoscienti. Pensavo avesse toccato il fondo. Mi sbagliavo. Ieri è andato ancora più giù.

Con un delirante intervento in un'Aula parlamentare, che l'ha definitivamente e inequivocabilmente identificata per quello che Lei è, signor Sgarbi. Cito ancora testualmente, sempre a futura memoria:

'Che un criminale delinqua è normale, che lo faccia un magistrato è un terremoto istituzionale. Dopo le inaudite dichiarazioni contro di lei di un magistrato del Csm, dopo le inaudite dichiarazioni di Palamara contro l'onorevole Salvini, dobbiamo aprire una commissione di inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l'opposto del loro lavoro, peggio dei criminali. Palamaropoli'.

E, poi, offese e insulti sparati a destra e a manca, come nel suo stile. Infine, quell'uscita di scena da bambino capriccioso e viziato che si ostina a disobbedire. Portato fuori di peso da un gruppo di commessi della Camera. Ancora vergogna. E, poi, ha anche avuto il coraggio di paragonarsi sui social al Cristo della "Deposizione Borghese", il celebre dipinto di Raffaello. Pure blasfemo. Oltre che indecente.

Qui non c'entrano il colore politico, l'appartenenza. Le opinioni. E' semplicemente una questione di civiltà, di educazione, di rispetto. Tutte cose che Lei non conosce e non frequenta. L'intelligenza – chi ce l'ha – la deve usare per dare un contributo positivo. Per costruire e non distruggere, Per unire piuttosto che dividere. Altrimenti non è intelligenza. E' altro. Caro signor Sgarbi, più che un personaggio pubblico Lei è un pericolo pubblico.

Soprattutto per Sutri e per i sutrini. Che sono stanchi dei suoi sproloqui. Di sentire dalla sua bocca assurdità, volgarità, qualunquismo, menzogne. Di vedere i suoi show di bassa lega. In autogrill, piuttosto che in Parlamento. Oltre che del malgoverno della nostra città – subissata da problemi atavici che Lei neanche conosce - e della totale assenza di una pur minima linea politica. Due costanti che hanno, fin qui, caratterizzato la sua amministrazione.

Si è mai chiesto, in questi due anni, cosa pensano di Lei i sutrini? Evidentemente no. Beh, glielo dico io: non si sentono rappresentati da Lei. Politicamente inconsistente. Una sorta di ectoplasma. Chi Sutri la vive quotidianamente lo sa, lo sente dire. Lo vive. Dopo questa sua ultima sortita, Lei - nella nostra città - è una persona indesiderata. Ancor di più non è degno di essere il nostro sindaco!!! Di indossare il tricolore, mentre insulta e infanga i magistrati. Uno dei pilastri fondamentali su cui poggia la nostra Repubblica. Per questo La invito ancora una volta a farsi da parte. Non stia attaccato alla poltrona a dispetto dei santi.

E, per ultimo, rivolgo una domanda anche ad assessori e consiglieri. Per quanto ancora siete disposti a mantenere in vita questa Giunta? Per quanto ancora si possono chiudere gli occhi e tappare le orecchie di fronte alle pagliacciate del signor Sgarbi? Per amor proprio e per la dignità di Sutri, sarebbe ora di dire basta. Continuare a rimanere silenti, equivale ad essere politicamente complici di uno scempio istituzionale senza precedenti".

Giuseppe Carrisi