VITERBO - Elezioni Politiche: ultimo atto. Poco prima del silenzio elettorale abbiamo deciso di intervistare una donna, Consolata Golfo, detta Lella, candidata in Forza Italia, lista plurinominale Senato nel collegio viterbese Lazio 2. Già parlamentare, nel 2008 tra le file del Popolo della LIbertà, promosse la legge che ha permesso di dare rappresentanza di genere nei Cda delle aziende pubbliche, ampliando la presenza femminile dal 5.9% del 2008 al 33.5%, dato che supera il 40% per le società quotate in borsa. Pensando alle donne riparte con la sua attività politica, promettendo la stessa forza e caparbietà mostrata in passato.
Le abbiamo posto alcune domande.
Quante donne ha incontrato in questa campagna elettorale? Quante richieste ha accolto da loro?
"Ne ho incontrate a centinaia, molte hanno solamente confidato in me per portare in Parlamento la voce delle donne ma tante si sono raccomandate di risolvere dei problemi per loro drammatici. Certamente la prima delle preoccupazioni è il lavoro: tante giovani mi hanno detto di non averlo ancora, nonostante una laurea, e il più forte timore è di dover fuggire all’estero per trovare un impiego. Poi ho incontrato anche donne adulte che un’occupazione l’hanno persa all’arrivo del primo figlio e non riescono a rientrare nel mondo del lavoro. Al secondo posto metterei sicuramente i problemi di conciliazione: gli asili sono pochi, troppo cari e con orari impossibili per la maggior parte delle famiglie e questa è una problematica a cui mi dedicherò se sarò eletta. Così come la creazione di un welfare, anche aziendale, che aiuti le donne nel loro difficile mestiere di equilibriste e la battaglia contro la disparità salariale, una discriminazione inconcepibile!"
Politica di genere: è giusto andare oltre la lettera "a" alla fine di ogni parola (ministra al posto di ministro) per aiutare le donne?
"Mi sembra una foglia di fico, una discussione sterile per non affrontare il vero problema! A me, più della desinenza importa che le donne ci siano: ai vertici della politica e delle imprese, nelle professioni, nella magistratura, nelle università! Le pari opportunità, a mio avviso, non si misurano tanto o solo con le parole ma con i fatti! E non credo che essere chiamata 'avvocata' invece di 'avvocato' sia una manifestazione di discriminazione. Applichiamoci alle questioni importanti, poi le parole verranno da sé! "
Quali sono i punti del programma di centro destra che ritiene fondamentali per le donne?
"In primo luogo che la famiglia venga riconosciuta come primo e fondamentale nucleo della società. Il Piano straordinario per la natalità con asili nido gratuiti e consistenti assegni familiari più che proporzionali al numero dei figli; il quoziente familiare; la tutela del lavoro delle giovani madri; la difesa delle pari opportunità e tutela delle donne con riconoscimento pensionistico a favore delle madri; l’obiettivo di piena occupazione per i giovani attraverso stage, lavoro e formazione".
"Cosa pensa di portare di positivo al Senato in caso di elezione?"
"Il punto di vista e le istanze delle donne che sono la metà della popolazione! Proprio qualche giorno fa il World Economic Forum ha pubblicato una classifica internazionale sulla partecipazione delle donne alla politica. Ebbene, l’Italia è al 43simo posto (dietro Mozambico e Burundi….) per presenza femminile in Parlamento e al 36simo per presenza ministeriale. Direi che si può e si deve fare di più! Non tanto e non solo per un motivo di equità ma perché nessuno come una donna può portare avanti politiche concrete ed efficaci per affrontare le tante problematiche femminili nella nostra società. Il fatto che ormai il Ministero della Pari Opportunità sia stato declassato a semplice dipartimento è un segnale chiaro e la dice tutta sulla necessità di avere più donne in Parlamento. Io ho avuto l’onore di portare a termine una sola legislatura e la mia è stata una delle 38 leggi di iniziativa parlamentare diventata norma dello Stato: le quote di genere! Questo mi distingue dai candidati degli altri movimenti: ho già dimostrato di sapere e volere fare, per le donne e il Paese. Perché un Paese che non spreca il serbatoio di competenze femminili sarà un Paese migliore!"
Teresa Pierini
