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L'Italia al voto: italiani abbiate pazienza

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VITERBO - Si prospetta una giornata infinita, questo 4 marzo 2018. La novità della scheda antitruffa sembra più un danno che un vantaggio. Ottima l'idea di identificare in modo univoco la scheda, che difficilmente potrà sfarfallare fuori da seggio per lo squallido giochino della scheda già votata. Decisamente meno valido il sistema che è stato scelto: tutto è finito sulle spalle degli scrutatori che di fatto hanno dovuto validare la scheda non più con due gesti, timbro e firma, ma anche con il terzo, apponendo un adesivo stampato e fornito a parte. E tutto si prevede che diventerà più complicato domani, nelle operazioni di voto.

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Non è facile da comprendere perché stampare una scheda con una parte tratteggiata e uno spazio bianco dove apporre l'adesivo: non si poteva far stampare anche quella parte con un codice alfanumerico? Anche se il codice fosse diviso per province, non si poteva prevedere comunque la stampa per evitare che si perdesse ulteriore tempo nell'attaccare un bollino, nemmeno fosse la scheda punti di un supermercato?

La scheda di Camera e Senato, sono in questo caso escluse le Regionali, ha infatti un formato leggermente più ampio, con una parte finale tratteggiata, dove è stato apposto l'adesivo e che agli scrutatori si presentava con una casellina bianca. La scheda così validata sarà consegnata all'elettore dal presidente, che avrà provveduto a dettare allo scrutatore il codice scritto sull'adesivo, operazione che si ripeterà per la scheda gialla (Senato) e rosa (Camera). E arriva la seconda assurdità: le schede sono state stampate con formato diverso, gli adesivi sono stati consegnati nella bobina numerata, i registri non riportano alcuno spazio utile per apporre il numerino che diventa fondamentale all'idientificazione successiva. Ovviamente i presidenti si stanno già organizzando, perché l'Italia funziona così, qualcuno che si organizza si trova sempre, mai che lo sia chi prende le decisioni però, in questo caso a partire dal Ministero dell'Interno. E i codici da scrivere sono due, lasciando da parte il rischio di errore, basta una distrazione per trovarsi di fronte al dubbio.

Una volta esercitato il proprio diritto di voto l'elettore esce, porta le due schede al Presidente che legge di nuovo i due numeri e riceve conferma dallo scrutatore, in questo modo la truffa è evitata. Strappa la parte tratteggiata, mette non si sa bene dove il tagliandino con il numero e inserisce nell'urna la scheda votata che torna così ad essere anonima.

Non ci vuole molto a capire che l'operazione di voto è diventata più lunga, i seggi sono stracolmi di elettori iscritti e i registri sono sempre solo due, uno per i maschi e uno per le femmine, per 4 scrutatori al lavoro. Il giorno di voto è sempre solo domenica. Non è facile pensare che ci saranno file infinite, per questo, italiani cari, armatevi di santa pazienza per manifestare il vostro sacrosanto diritto di voto e non prendetela con "gli ultimi", i componenti del seggio che già da oggi hanno affrontato un pluslavoro da non sottovalutare. Gli stessi uffici comunali avevano stimato i tempi di vidimazione in un paio di ore: a parte i fortunati seggi da 100 elettori non credo che in tutta la città sia stato possibile farlo in quel tempo, mentre la realtà ha tenuto il seggio impegnato per 4 o 5 ore.

La scheda antitruffa è un bel passo in avanti, il modo in cui è stata fatto decisamente antico, sperano che queste ore di posa facciano aderire perfettamente l'adeviso per renderlo impossibile da staccare dentro la cabina. Forse sarebbe stato più giusto utilizzare un codice a barre che metteva in memoria la stringa, forse bastava fare due strisce tratteggiate da togliere una prima e una dopo e controllare con uno sguardo, evitando di scrivere un codice alfamerico di 10 cifre almeno due mila volte in un giorno, sia per gli elettori uomini che per le donne, quindi ben quattromila volte.

C'è stata improvvisazione, una sorta di sperimentazione forzata che graverà sugli elettori, che se ne staranno sicuramente in fila domani.

Abbiate pazienza e non prendetela con chi il famigerato adesivo se lo sognerà già stanotte.

Teresa Pierini