Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Il presidente Tajani in visita all'Unitus: "Europa si o no? Meglio dire: cambiare si, distruggere no"

In Citta'
Font

VITERBO - Mattinata istituzionale per il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che mantiene una promessa fatta al rettore e visita il complesso di Santa Maria in gradi, incontrando gli studenti, seguita dal pomeriggio prettamente politico. In prima fila, nell'aula magna, il senatore Battistoni, l'onorevole Rotelli, Giovanni Arena, Giulio Marini, Antonella Sberna e Marco Milioni, questi ultimi tutti coinvolti nella tornata elettorale amministrativa per Forza Italia. Assente l'amministrazione uscente.

Pin It

"Un onore poterlo ospitare in un momento in cui sono tante le discussioni sull'Europa - apre così l'incontro il rettore Ruggieri -: è giusto dare risposte per la sfida che ci viene lanciata dalle economie globali, come appartenenza economica ma anche sociale e politica, che coinvolge tutto il mondo".

Il docente di Economia politica, Giuseppe Garofalo ad esporre il tema "Europa, cittadini, imprese" con cui accoglie il presidente Tajani, sottoponendo il quesito di fondo: "Europa si o Europa no". "E' necessario evitare slogan, guardando i numeri: nel 2008, all'avvio della crisi, l'Italia era la decima economia nel mondo ma sommando tutta Europa saremmo arrivati secondi, se guardiamo il 2015 l'UE è la prima nel mondo e la zona euro è quarta: se vogliamo contare dobbiamo ragionare come Europa. C'è molto da lavorare ma segnali ce ne sono. Ora dobbiamo correre, creando occupazione, aumentando ricerca e sviluppo, energie rinnovabili, crescita del capitale umano, lotta all'emarginazione, sfide già decise ed inserite in Europa 2020. Pensando all'UE prendo in prestito la citazione E pluribus unam: politicamente una ma culturalmente plurima e con questo accolgo il presidente Tajani, evidenziando due sue azioni: l'Erasmus per giovani imprenditori e la rinuncia all'indennità, che ha fatto risparmiare 468 mila euro, non sono pochi". 

Tajani prende la parola ricordando il suo principale impegno, la riduzione della distanza tra istituzioni europee e popolazione: "Se ci sono tanti pifferai magici, come detto dal professore, vanno trovate perone serie che diano risposte, specie su occupazione, immigrazione e terrorismo. Va fatta una riforma che tolga il potere alla buracrazia e la restituisca alla politica, che finora è stata debole". 

Il presidente dipinge l'Europa che vorrebbe, più politca e meno burocrate, cita il blocco alla Vigilanza Bce che avrebbe voluto imporre l'intervento sui crediti deteriorati delle banche: "Ho scritto a Draghi che non si poteva fare, i tecnocrati non possono dare regole erga omnia, che è compito del legislatore, Consiglio, Commissione e Parlamento. Ho difeso in punta di principio ed ora stiamo discutendo come risolvere. Questo dimostra che se si vuole l'Europa uò cambiare, la democrazia dipende da chi la rappresenta e io sto lavorando per il ritorno della politica. La prossima azione sarà sul programma di bilancio settennale, per troppo tempo ci si è limitati a raccogliere fondi e ridistribuire. Ora siamo alla proposta di bilancio con capitoli politici sviluppati in progetti di ricerca, innovazione, competitività, sostegno economia reale. Importante che in questo ci sia il collegamento con l'università per evitare la fuga dei migliori cervelli".

Promette il massimo impegno sul problema fondi all'agricoltura, che al momento prevedono un taglio del 5% magari da portare al 3,5%, per difendere l'agricoltura, specie italiana. Sarà aumentato il supporto per turismo e internazionalizzazione, attraverso l'intervento sul sistema delle riserve per le imprese medie e piccole, per permettere a tutti di arrivare al credito. Sempre più vicina una Web Tax, da applicare ai grandi colossi americani e cinesi che operano nel territorio europeo, e la tassa sulla plastica, per difendere il mondo.

Indispensabile un maggiore controllo sui confini ma anche un aiuto concreto all'Africa, che in 50 anni raddoppierà la sua densità abitativa e i suoi abitanti tenderanno a spostarsi verso Nord: "Dobbiamo iniziare a guardare a Sud, dove sono le più importanti materie prime. È necessario formare giovani africani per sviluppare il loro continente e avere un futuro punto di contatto. Cambiare si, distruggere no: la nostra identità si basa su un concetto fondamentale, la libertà. Sull'immigrazione è bene dire no ai concetti 'tutti dentro o tutti fuori'. Serve integrazione ma prima va trovata e rispettata la nostra identità, non si cancella la storia perché si vuole rispettare il pensiero altrui, così si diventa deboli, abbandonando i propri valori. Siamo il continente dei diritti - conclude - ma non dimenticate che ai diritti corrisponde un dovere". 

Il presidente Tajani ha poi risposto alle domande degli studenti, complimentandosi per la varietà e la competenza. Sul calo demografico ha confermato come sia un grande danno all'economia e al sistema pensionistico e come sia da trovare una strategia per aiutare e favorire la natalità, che è una risorsa. 

La seconda domanda ha messo il luce la parola armonizzazione, specie fiscale, tema da affrontare per trovare lo strumento efficace, ed è così tornato sulla Web Tax, ricordando come Google si sia insediata in Irlanda, traendo vantaggi dalla sua politica fiscale, e di fatto arricchendola in modo scorretto rispetto agli altri Paesi. 

Finanziamenti a fondo perduto: la semplificazione dei bandi è fondamentale, perché se restano complicati non arrivano domande, e questo fa perdere la qualità dei progetti. Ogni Comune deve avere sportelli informativi per imprese e cittadini, in grado di comunicare adeguatamente le opportunità comunitarie, ma per fare questo serve una rete.

Altra nota dolente la comunicazione, ritenuta obsoleta. Il prossimo anno si voterà di nuovo per il Parlamento europeo e a breve partirà una campagna informativa sui progetti attuali, campagna che dovrà essere affrontata con messaggi decisamente più snelli e meno burocratizzati. 

L'ultimo argomento toccato è stato quello relativo alle minacce di uscita da Euro ed Europa: "Uscire dall'Euro è una sciocchezza e può succedere solo uscendo dall'Europa. In questo caso però i debiti andrebbero pagati in euro, il nostro debito. Chiedere a Draghi la cancellazione è impensabile, si possono allungare i tempi ma non cancellare. L'Euro non è perfetto, certo, è necessaria una riforma della Bce che la renda più efficace, tipo Fed, ma bisogna andare verso gli Stati Uniti d'Europa. Condivido il problema nato dal cambio tra Lira ed Euro ma ora non possiamo affrontare l'uscita. Chi sta facendo ora il governo ha attenuato molto la posizione rispetto alla campagna elettorale. Oggi diciamo che i tedeschi comandano, ma noi dove siamo? Siamo presenti sui tavoli che contano? Dobbiamo lottare per esserci e smettere di lamentarci di chi fa tutto per conto nostro, mentre siamo noi a permettergli di farlo".

Tajani ha poi salutato la consigliera comunale Antonella Sberna, vicepresidente della consulta del volontariato del Comune di Viterbo, che ha promosso l'incontro tra le associazioni di ragazzi del territorio e le istituzioni europee. Presenti Matteo Achilli, membro del direttivo della consulta del volontariato; Luca Clemenzi, presidente di Giovane Tuscia; Emanuele Brodo, presidente di UniVerso Giovani; Filippo Lazzari, rappresentante degli studenti al cda dell’Università degli Studi della Tuscia e al CRUL; Lucrezia Scioscia Santoro e Silvia Lucarini, rappresentanti degli studenti al Senato accademico; Caterina de Medici, presidente della Consulta degli studenti; Edoardo Pagani, rappresentante del dipartimento Dafne; Davide Rapinesi, presidente provinciale giovani del Movimento per la vita.

Teresa Pierini