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Tutti in carrozza: un simbolo storico riconquista la città

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VITERBO - Quattro anni di attesa, da quel triste viaggio nel 2014, quando la precedente amministrazione decise di riporla in magazzino. Stamani il ritorno alla luce: la carrozza dei priori ha ritrovato la dignità, dimenticando per sempre, si spera, polvere e buio.

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Una cinquantina di mesi di Purgatorio, riposta in compagnia di alcune parti delle Macchine di Santa Rosa in un magazzino sulla Tuscanese, e la rinascita, sua e di quanto rappresenta, essendo legata a doppio filo con la mazza argentea, simbolo del potere temporale che ogni anno lascia la sala rossa del sindaco per sfilare nel corteo storico, portata a mano dal Priore.

Ha rischiato di finire esule a Piacenza, si è salvata per la pubblica sollevazione dei cittadini ma non ha evitato l'oblio, che in realtà non c'è mai stato, visto che in questi anni più e più volte si era levato il grido "aridatece la carrozza".

Eccola, è stata prelevata stamani, dalla ditta Grazini Traslochi, la stessa che l'aveva accompagnata nel viaggio di andata, alla presenza del sindaco Arena e dell'assessore Contardo, primo fan della carrozza settecentesca.

Poco prima delle 10 l'arrivo in piazza Verdi, lo spostamento pezzo per pezzo nel foyer e il montaggio alla condizione originaria. Inutile sperare che sia perfetta, un po' di polvere all'interno, qualche decorazione in stoffa momentaneamente staccata, ma tutto rimediabile dal prossimo restauro, anche della parte lignea, già in programma.

Alle operazioni erano presenti le restauratrici di Tessili Antichi, la onlus che si occupa di costumi e tessuti storici e che nel 2008 ha restaurato il mantello del postiglione, che nel XIX secolo guidava la carrozza, ora conservato nel Monastero di Santa Rosa. Magari, in futuro, i due oggetti potranno tornare vicini.

La carrozza per qualche tempo farà compagnia ai viterbesi che andranno al Teatro dell'Unione, poi il restauro e la sistemazione nella sua collocazione definitiva, che potrebbe essere uno dei locali sotto Palazzo dei Priori, un vero ritorno a casa. Essendo ormai avviata la procedura di sistemazione del cortile comunale, l'idea potrebbe essere di trasferire l'intera collezione di quadri in piazza del Plebiscito, creando una vera pinacoteca a corollario delle due tavole di Sebastiano del Piombo, lasciando la parte archeologica al museo civico, dove potrebbe essere esposta con maggiore respiro e in maggior quantità, visto l'importante dotazione presente nei magazzini.

Nella fase finale anche la visita del prefetto Bruno e del senatore Fusco.

A quel punto le due sale sotto i portici potrebbero diventare perfette per la carrozza, che tornebbe davvero a casa.

Teresa Pierini