Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Un augurio a tutte le donne, per andare oltre la discriminazione con le parole di Antonella Oliva

In Citta'
Font

VITERBO - "Mi piace festeggiarmi e festeggiare le donne importanti della mia vita. Per me, non so per gli altri, l’8 marzo rappresenta un giorno di festa e di riconoscimento. Sono donna e ringrazio Dio di esserlo, con tutte le discriminazioni sociali del caso.

Pin It

Sì, perché le discriminazioni continuano ad esserci nonostante corra l’anno 2019.

Ed è una vergogna. Non si può giustificare l’ingiustificabile.

Circa due mesi fa mi sono trovata a parlare con un responsabile, direttore commerciale di un ramo di azienda che fattura milioni di euro l’anno. Una persona interessante, si potrebbe pensare. Il condizionale è d’obbligo: l’ho imparato a mie spese, ahimè. Non ho mai conosciuto una persona con un deficit di intelligenza, razionale ed emotiva, così accentuata. Compromettente, aggiungerei.

Chi mi conosce sa bene che non sono affatto una persona che si fa intimidire. Anzi. Ma, credetemi, in quella circostanza rimasi veramente senza parole; una sua affermazione mi colpì in viso come uno schiaffo tanto da avvertire, nell’immediato, una sensazione di rossore e calore improvviso: “Purtroppo voi donne siete svantaggiate rispetto a noi uomini. Questa è la cruda verità. Un peccato, ma inutile essere falsi”.

Bravo deficiente. Inutile essere falsa: sei veramente un deficiente.

La cosa peggiore, demotivante e triste, è che quel ragazzo avrà avuto massimo 40 anni.

Quel professionista con due lauree, professore universitario e docente di diversi master di economia e finanza invece di “abbracciare” la nostra generazione e trasferire la cultura dell’uguaglianza e la parità dei generi si è schierato dalla parte di un retaggio sociale e culturale misogino.

E, credetemi, non è una questione di provincialismo spicciolo. È un’insufficienza culturale. Vivo, oramai, da qualche anno a Bologna: cittadina universitaria cosmopolita e capoluogo di una regione che continua ad essere lo zoccolo duro dell’imprenditoria italiana.

Il mio augurio, oggi, è rivolto a tutte le donne che, con fatica e determinazione, continuano a lavorare sodo per le proprie gratificazioni personali e professionali. Di cuore.

Un abbraccio particolare a mia nipote Ludovica di un anno e qualche mese che, spero quanto prima, sfoderi la sua grinta e tenacia per guadagnarsi un piccolo spazio in questo universo fatto, ancora, di innumerevoli pregiudizi".

Accogliamo questo sfogo della collega Antonella Oliva come augurio per tutte le nostre lettrici, certi che solo la "nostra" determinazione e speranza in un domani migliore sia la vera strada da seguire, a Viterbo, a Bologna, a Roma... ovunque.

T. P.