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Gran caffé Schenardi chiuso per ristrutturazione: lo sfogo del gestore, Urbano Salvatori

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VITERBO - Il Gran Caffé Schenardi è chiuso per ristrutturazione e in citta è iniziato il chiacchiericcio, perché, in passato, ogni volta che la serranda è stata abbassata ha segnato un fallimento, l'ennesimo. Urbano Salvatori gestore da due anni, non ci sta e affida a Facebook la risposta alle polemiche seguite all'attuale chiusura, per l'imprenditore temporanea, e soprattutto ai commenti non esaltanti letti sui social.

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Parte da una rassicurazione: "Abbiamo chiuso per ristrutturazione sia del locale che del fomat, perché le cose non possono andare così. Ora, se ci saranno nuove entrate in società ben venga, ma di certo non siamo chiusi per fallimenti e problematiche.

Ne approfitto per sviscerare problemi che forse i viterbesi sanno e fanno finta di non vedere. Quando ho preso in gestione Schenardi era tutto distrutto, mancavano addirittura i fili elettrici. La ristrutturazione è costata tempo, fatica, direi sangue e sudore. Non scendo nei dettagli, vorrei ricordare a chi ha lavorato con noi e con me, io non ho mai sputato nel piatto dove ho mangiato - prosegue rivolgendosi direttamente a qualcuno -. Certe persone non meritavano tutto quello che abbiamo dato e vedendo capiranno. Posso essere antipatico e qualche amico invece me lo sono fatto. Ma non era questa la mission: l'idea era portare Schenardi ai fasti di un tempo, eravamo partiti bene ma poi ci siamo lasciati andare.

Ho chiesto in Comune, in Regione, in Provincia - prosegue Salvatori - dicendo che un locale del genere deve essere alimentato sempre da continua energia economica che viene prodotta dagli avventori, sia prendendo il caffè o mangiando. Dal lunedì al venerdì il centro storico è completamente deserto e questo lo sanno tutti, parlate con altri commercianti, vi diranno che è mancato il rilancio del centro storico, forse è qualcosa di voluto e potrebbe essere preoccupante per la città, che sta eplodendo fuori dal centro facendolo soffrire, nonostante sia davvero bellissimo. Ho visto tante saracinesche abbassate, Qualche mese fa fui intervistato su Rai3, in un servizio che raccontava una crisi generale del Paese. Il micro commercio del centro, però, si basa sui clienti che lo devono frequentare. Se apri 10 centri commerciali fuori devi sperare che arrivino miliardi di turisti, cosa che non succede, se non in alcuni periodi.

Vorrei dire tanto, a partire dai bagni e le critiche, ma se io potessi sostenere i costi di pulizia continua lo farei con piacere. Purtroppo i gruppi organizzati spesso entrano, fanno foto, usano i bagni e spesso li sporcano, questo fa parte dell'educazione civica che non esiste. Mettessero bagni comunali, non può esserlo Schenardi. Alcune guide mi hanno detto che se non ci sono i bagni non possono venire a prendere il caffè, ma perché entri da Schenardi per fare la pipì?

Iniziative valide per vitarlizzare il centro non sono state fatte, specie nei giorni feriali, si lavora solo a Natale, Santa Rosa e un pochino da aprile in poi. Come pensate che possa andare avanti Schenardi se non c'è gente? Con 200mila persone che vengono dalla provincia nel fine settimana e qui ne entrano un migliaio?

Poi si lamentano del servizio non eccellente, però non lo vogliono pagare, seduti al Caffé Greco a Roma un caffè costa 10 euro, da noi 2 e stanno ore seduti, e poi si lamentano. Non faremo mai aperitivi di basso livello per riempire il locale, anche perché il parcheggio è lontano e non si riempirà mai.

Si vuole chiudere il corso con più locali che rendano fruibile la visita al centro storico o lasciamo così come è? Ci fosse gente che spende potremmo tornare a cinquant'anni fa, quando non c'erano centri commerciali fuori e tutti passeggiavano al centro anche durante la settimana. Fino ad oggi siamo sopravvussuti - precisa lanciando un appello - ma è necessario inventare cose nuove, io di certo mi sono impoverito. Chi critica dovrebbe fare attenzione a quello che dice, sono critiche sterili, perché nessuno si è mai avvicinato a dare supporto, nemmeno i grandi imprenditori della città perché tutti hanno paura di rimetterci.

Un po' d'amore per il locale e la città io l'ho dimostrato, io e lo staff non ci meritiamo certi atteggiamenti negativi che non portano a nulla e sono di gente che non sa di che sta parlando. Gli consiglio di correre, così si scaricano.

Spero di ridarvi buone notizie nei prossimi giorni. Stiamo ristrutturando i muri, che ha umidità e perdite, anche per i 400 anni di storia, non vi preoccupare - conclude l'imprenditore romano, lasciando aperta ogni possibillità - che il Gran Caffé Schenardi tra poco tornerà. Spero che le istituzioni ci diano una mano e capiscano quanto sono innamorato di un bene che va salvaguardato. le istituzioni dovrebbero fare quadrato".

T. P.