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Sarà Palazzo Calabresi la sede della Soprintendenza di Viterbo, Rieti ed Etruria?

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VITERBO - Il ministro Franceschini ha deciso: la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Etruria Meridionale si divide e nasce la Soprintendenza di Roma e quella di Viterbo, Rieti e dell'Etruria Meridionale, che, sembra dato per certo, avrà sede proprio nella città dei papi, con una sede secondaria nella sabina.

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La decisione è presa e dovrebbe essere atto ufficiale dai primi di febbraio, ma tante sono le incognite e i dubbi sul progetto.

Intanto le certezze: dal Comune di Viterbo piena disponibilità ad accogliergli e un'idea sulla sede. Sarebbe stato individuato Palazzo Calabresi, che però è di proprietà della Regione, che dovrà quindi darne la disponibilità di utilizzo o cedere direttamente la proprietà all'amministrazione cittadina, come avvenuto per le Ex-Terme Inps. Soddisfatto il sindaco Arena: "L'idea è estremamente positiva e stiamo ben lieti di accogliere la Soprintendenza. Cerchiamo di avere la disponibilità del Palazzo o sarà nostro compito trovare un'altra sede all'altezza".

Notizie buone per la città, come sottolineato anche nella nota di Ance, con le parole di Andrea Belli: “Sarebbe un fatto positivo per le imprese del territorio se la nostra città diventasse la sede della Soprintendenza di Viterbo, Rieti e dell’Etruria Meridionale, istituita da qualche settimana: in tale avremmo la possibilità di un confronto diretto con un’istituzione che si rivela sempre più importante per lo sviluppo, come dimostra anche il vincolo sul centro storico”. Lo dichiara il presidente Ance Viterbo, che prosegue: “Leggiamo con favore che c’è in corso un dibattito tra le varie forze politiche, economiche e sociali: l’auspicio è che ci sia una forte unità di intenti che consenta di portare a casa questo importante risultato. A mio parere serve un dialogo sempre più costante tra la Soprintendenza e la comunità locale, in modo che le decisioni siano il più possibile condivise: questo sarebbe ancora più facile se la sede della Soprintendenza fosse a Viterbo”.

Il problema sarà più verso Roma, dove è prevista una riorganizzazione, specie del personale. Dal 5 febbraio si avvieranno i contatti con chi sarà disposto al traferimento, e forse per i tecnici sarà meno complicato, occupandosi da tempo del territorio della Tuscia. Più complessa la questione sugli amministrativi, sia per una carenza di personale già cronica, che renderebbe impossibile trasferimenti, che per la presenza di molti dipendenti vicini al pensionamento. Una situazione che andrà gestita con calma e con tutta la delicatezza del caso.

Infine la questione che è la stessa esistenza di una Soprintendenza che porta nel nome "Etruria": le tombe e i luoghi etruschi. Tarquinia è in provincia di Viterbo, Cerveteri invece è Roma, ma il passato le lega come cuore della gloriosa cività che anticipò addirittura gli Antichi Romani e che le vede legate dal Patrimonio Unesco. Ora la linea sembrerebbe premiare la struttura viterbese, con l'assegnazione dei territori etruschi, pur in provincia di Roma, come Cerveteri, Vejo, e la parte che costeggia la sabina. Bisognerà vedere come la futura Soprintendenza di Roma, considerata dell'intera area Metropolitana e quindi della sua provincia, reagirà perdendo un tesoro così importante e pieno di storia.

La linea è tracciata, ma da febbraio inizierà un lungo viaggio politico e amministrativo che porterà alle mediazioni necessarie per la nascita delle due Soprintendenze.

Teresa Pierini