VITERBO - Un movimento popolare spontaneo partito dai bagnaioli ha portato al risultato sperato; Villa Lante, bene culturale fondamentale per l'economia del territorio, riapre il 18 giugno. Lo ha deciso Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale, dopo essersi confrontata con l'assessore De Carolis.
Certo, è l'ultimo giorno di una tabella di marcia che si era data il Polo, struttura alle dirette dipendenze del MIbact, ma è pur sempre un risultato, perché nella comunicazione ufficiale dedicata alle riapertura Villa Lante non risultava.

E se un po' di confusione creata in piazza e sui social, diretta conseguenza delle proteste di centinaia di turisti imbufaliti, è servita ben venga.

La notizia della riapertura questa mattina, proprio durante il sit-in davanti al cancello chiuso, con tanti bagnaioli e anche rappresentanti delle istituzioni. Grazie quindi ai consiglieri Scardozzi, Cepparotti. Frontini e Antoniozzi che hanno presenziato e portato la propria voce, sia dalla maggioranza che dall'opposizione (guarda la nostra diretta Fb cliccando qui).

E grazie all'assessore De Carolis che è arrivato confermando la notizia: dopo il museo nazionale estrusco della Rocca Albornoz, che torna visitabile il 9 giugno, finalmente anche Villa Lante torna visibile dai turisti e fruibile dai bagnaioli.



Una ferita grave la lunghissima chiusura, per quello che è il polmone verde e il parco della frazione. Non va dimenticato un diritto civico che si perde nella storia ma rimane codificato: Villa Lante fu realizzata nel Cinquecento su terreno bagnaiolo, con il lavoro e il supporto di tanti paesani di allora. Questo portò ad una sorta di vincolo perenne di diritto d'uso, che almeno si concretizza nel parco aperto al pubblico e nel barco, ad oggi off-limits.
Erano due quindi i danni, quello turistico, con la mancanza di introiti per la visita nella parte a pagamento, con il giardino all'Italiana e le palazzine, ma anche quello libero, quotidiano, un luogo magico per passeggiare, trascorrere qualche ora, cosa a cui un bagnaiolo non può rinunciare.

Ora attendiamo conferma della riapertura, altrimenti stavolta i bagnaioli sono pronti ad occuparlo e con l'occasione ci si concentri a sistemare il muro crollato del barco, che ormai da mesi è un triste ponteggio.

E che non sia mai più così, un cancello chiuso.
Teresa Pierini
