VITERBO - Tra i luoghi del cuore Fai è presente uno molto importante per la città, ma nessuno lo sa: la chiesa di Santa Maria in Gradi che ha strappato "ben" 71 voti ed è all'846* posto. Per avere un parametro di riferimento nello stesso censimento è presente Civita di Bagnoregio, che ad oggi ha già 2.848 voti che corrispondono al 10* posto in classifica. Il primo è il Castello e parco di Sammezzano di Reggello, Firenze, con 8.779 voti.
"I Luoghi del Cuore" è una campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
È il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio che permette ai cittadini di segnalare al FAI attraverso un censimento biennale i luoghi da non dimenticare.
Dopo il censimento, il FAI sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti.
Per questo forse l'Università potrebbe organizzare un'adeguata comunicazione o magari una campagna tra gli studenti per far votare quella che, in futuro e con i fondi necessari, potrebbe diventare l'aula magna più bella, ampia e storica d'Europa.
Per comprendere il valore del censimento, nel 2014 la Tomba degli Scudi di Tarquinia è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de I Luoghi del Cuore, e versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti, a Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo I Luoghi del Cuore di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure.
E allora votiamo, cliccando qui per questo bene culturale molto caro alla città, che viene così descritta dal Fai: "Il complesso di Santa Maria in Gradi a Viterbo è stato per diversi secoli un convento domenicano.
Attualmente è la sede del Rettorato e di alcuni Dipartimenti dell'Università degli Studi della Tuscia. Il Complesso è stato eretto nel 1244 per volere del viterbese Raniero Capocci, notaio pontificio e si presenta ancora imponente e ricco di testimonianze storiche e artistiche. L’intero complesso ha il suo fulcro in ciò che resta dell’imponente Chiesa di Santa Maria in Gradi, fondata nella seconda metà del Duecento. Il toponimo del luogo suggerisce che la chiesa fu caratterizzata sin dall’origine da una scalinata di ingresso (“ad gradus”). Rimaneggiata alla fine del Quattrocento e poi radicalmente ricostruita alla metà del Settecento, ad opera dell’architetto romano Nicola Salvi, autore anche della Fontana di Trevi, ha subìto evidenti danneggiamenti imputabili ai bombardamenti, al crollo del tetto in seguito alle abbondanti nevicate dell’inverno del 1956 e allo stato di abbandono durante il periodo in cui l’intero complesso fu convertito in carcere (1873-1993).
La Chiesa è stata in parte recuperata grazie ai restauri condotti dall’Università della Tuscia a partire dal 1996, ma ancora necessita di importanti interventi per essere restituita pienamente agli studenti e ai tutti i cittadini di Viterbo. Grazie al vostro aiuto, Santa Maria in Gradi può tornare all'antico splendore".
T. P.
