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Famiglia bloccata dalla tromba d'aria sulla Tuscanese: pochi attimi di profonda paura

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VITERBO - Pubblichiamo la testimonianza di Rita, una nostra lettrice che ieri a pranzo si è trovata a vivere un'esperienza davvero paurosa mentre percorreva in auto con la famiglia la strada Tuscanese, proveniente dal mare, all'altezza di Monterazzano, proprio mentre alberi, tetti e pali venivano abbattuti dalla tromba d'aria.

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"E' stata un'esperienza terrificante - scrive Rita -. Rientravamo all'ora di pranzo da Montalto di Castro, dove ancora non pioveva. Il temporale si stava però avvicinando al mare quando ci siamo messi in macchina in direzione di Viterbo.
Appena usciti da Montalto, siamo stati subito sommersi da una precipitazione talmente tanto abbondante che la visibilità era ridotta al minimo e si faticava a procedere. L'acqua aveva allagato la carreggiata e viaggiavamo a non più di 40 all'ora. Per fortuna lungo la strada c'erano pochissime macchine in direzione contraria.

Passata Tuscania, la situazione sembrava essere rientrata nella normalità di un acquazzone estivo. Ma non era così.
Poco prima di Monterazzano, alle 13.30 circa, il cielo è diventato tutto buio e si è cominciato ad alzare il vento.
Non un vento normale, ma un vento terrificante, con un sibilo pazzesco.
Dall'abitacolo della macchina lo vedevamo procedere rapidamente da destra, sembrava che avanzasse come un muro nero in movimento, trascinando con sé una nuvola marrone di terra.

Mio marito, che era alla guida, ha fermato la macchina. C'eravamo solo noi e una Polo scura - prosegue - 200 metri più avanti. Un vortice grigio ci ha coperti completamente. Non vedevamo più niente.
Sentivamo, insieme al forte sibilo del vento, il rumore della terra che batteva sulla macchina e alcuni colpi di detriti e pezzi di alberi che si infrangevano con una forza pazzesca.
La macchina sobbalzava con bruschi movimenti ondulatori e sussultori.
Tutto è durato non più di 30 secondi, ma garantisco che sono stati interminabili. Noi eravamo così pietrificati dalla paura che non abbiamo detto una sola parola.

Il vento poi d'improvviso si era calmato, lasciandoci un paesaggio surreale.
Ricordo con terrore l'immagine fotografica di quello che avevo davanti prima e dopo il passaggio della tromba d'aria: il campo di ulivi alla mia destra era stato completamente sradicato, le carcasse dei tronchi giacevano per terra.
Le piante e gli alti cespugli a sinistra erano stati abbattuti, schiacciati da una forza terribile.
Una piccola casa più avanti non aveva più il tetto, le tegole erano state completamente spazzate via e ora riuscivo a vedere l'interno dell'abitazione.
Sembrava di vivere da protagonisti in uno di quei film americani sulle catastrofi naturali, che pensi sempre siano solo pura fantasia.

Abbiamo ripreso il percorso in macchina, schivando tutto quello che era rimasto sulla carreggiata : alberi, insegne abbattute, pezzi di metallo, recinzioni divelte. Procedevamo a passo d'uomo in mezzo ad un cimitero.

Di lì a poco, arrivati ormai a Viterbo, abbiamo sentito i vigili del fuoco che si dirigevano a sirene spiegate verso quei posti.

Noi grazie a Dio stavamo bene, e considerando tutto, il solo fanalino rotto della macchina mi è sembrato un contributo minimo a questa folle giornata di fine estate".

Ringraziamo Rita per il racconto e comprendiamo perfettamente la sua sensazione di paura, siamo lieti che non sia successo nulla di grave.

T. P.